I consigli delle nonne a volte ritornano. Non come i personaggi di un film horror, ma come "verità" conosciute da sempre. Ma, poiché molte di queste "verità" non hanno un cosiddetto fondamento scientifico, sono spesso avversate dagli scienziati. È il caso del consiglio "rilassati!" che veniva dato dai parenti alla donna che non riusciva a restare incinta. Riguardo a questo consiglio infatti molti ginecologi e ostetriche sono sempre stati dubbiosi.
A quanto pare, però, forse qualcosa di vero c'era e lo suggerisce la dr.ssa Alice Domar - ricercatrice della Harvard Medical School e consulente di un centro per la fertilità di Boston - che ha scoperto come il semplice fatto di seguire un programma di gestione dello stress facesse aumentare del 160% le probabilità di restare incinta a seguito di un trattamento di fecondazione assistita (FIV), rispetto alle donne che si sottoponevano alla sola FIV.
Nello studio sono state coinvolte 97 donne che seguivano il programma di fecondazione assistita. Queste sono state assegnate in modo casuale al programma integrativo di gestione dello stress che comprendeva 10 sessioni. Le donne avevano già preso parte al programma di FIV una prima volta e non avevano ottenuto risultati positivi. Quando però hanno fatto il secondo tentativo di restare incinta e hanno partecipato contemporaneamente alle sessioni per la gestione dello stress, il successo nel concepimento si è mostrato nel 52% di queste, contro il 20% di quelle che non hanno partecipato alle sessioni di gestione dello stress. Dai risultati incoraggianti ottenuti, la dr.ssa Domar ha fatto notare che «gli esperti di salute riproduttiva si sono a lungo domandati quale impatto può avere lo stress sulla fertilità, ostacolando in tal modo la capacità di una donna a concepire. Ma questo studio dimostra che la gestione dello stress può migliorare i tassi di gravidanza, riducendo al minimo lo stress della gestione della fertilità stessa, migliorando gl'indici di successo delle procedure di fecondazione in vitro e, in ultima analisi, contribuire ad alleviare il carico emotivo per le donne che si trovano ad affrontare le sfide per cercare di concepire».
Fonte: lastampa.it/benessere





