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Virus A(H1N1) in Italia tra paure di contagio e dubbi sul vaccino


A(H1N1) 
è il nome dell’influenza che sta allarmando il nostro Paese e che ha già colpito 250.000 persone, uccidendone 18, nove delle quali nella sola Regione Campania.

Accertato il carattere di pandemia da parte dell’OMS e istituita l’ormai celebre Unità di Crisi, presieduta dal Viceministro alla Salute Ferruccio Fazio, l’Italia ha fatto i conti con la nuova influenza, dando il via a manovre di sorveglianza e controllo del virus, così come definito con gli altri Stati dell’Unione Europea.

La risposta alla pandemia influenzale non si è fatta attendere e, in un comunicato ufficiale dello scorso 1 novembre, Fazio ha spiegato che l’Unità di crisi ha definito una strategia vaccinale “sulle categorie di persone da vaccinare in via prioritaria e sul personale da vaccinare nei servizi essenziali”.

Dopo aver distribuito le prime due quote di vaccino a tutte le Regioni italiane nei giorni tra il 13 e il 30 ottobre, il Ministero ha poi dato il via ad una terza ondata di distribuzioni dallo corso 2 novembre, raggiungendo la quota complessiva di due milioni di dosi di vaccino diffuse sul territorio italiano attraverso la Croce Rossa.

Sotto i riflettori è, però, la Campania con i suoi nove morti, il maggior numero di decessi registrati su un territorio regionale: l’ultima vittima dell’influenza è stato il trentasettenne musicista Fernando Lettieri, morto a Salerno per le conseguenze di unapolmonite bilaterale e da tempo con gravi problemi di salute.

Proprio la morte del trombettista di Altavilla Silentina ha spinto l’Assessore RegionaleMario Santangelo a chiedere la presenza sul territorio dello stesso Fazio, il quale sarà a Napoli per tranquillizzare la cittadinanza campana dopo il boom di casi registrati e che ha già nominato un super-consulente, l’epidemiologo Donato Greco, per il coordinamento della gestione dell’influenza A in Campania.

Il vaccino è un valido strumento per prevenire l’infezione, ridurre le complicanze e rallentare la circolazione del virus; ma i dubbi sulla somministrazione non sono pochi: l’ente europeo EMEA, che disciplina l’utilizzo dei farmaci, ritiene efficaci due dosi ma rimanda alle singole autorità nazionali le decisioni sulla somministrazione, in mancanza di un dato sperimentale sufficientemente attendibile.

Secondo un recentissimo sondaggio condotto in Italia, oltre la metà del campione esaminato teme per la pericolosità del virus e un terzo dei soggetti interpellati prevede che il virus provocherà molte vittime nel nostro Paese.

Più del 50% degli intervistati ritiene di poter essere colpito dall’influenza A, ma circa due italiani su tre non saprebbero come comportarsi in caso di contagio.

Risulta diffuso lo scetticismo legato alla vaccinazione attivata dallo Stato e dalle Regioni: il 56% del campione si dichiara contrario al vaccino, il 33% favorevole e un 11% non manifesta alcuna opinione in questo ambito; evidentemente la gran parte degli italiani ritiene che si tratti di un vaccino scarsamente sperimentato e potenzialmente dannoso.

Il vaccino contro la ‘nuova’ influenza A è somministrato in Italia alla fascia di età tra i 2 e i 27 anni; i soggetti maggiormente esposti risultano i giovani/giovanissimi dai 5 ai 14 anni; studi clinici attualmente in corso indicano solo lievi manifestazioni ‘avverse’ come dolore o gonfiore nella zona dell’iniezione, ma i dati raccolti risultano ancora pochi.

Secondo gli esperti, è opportuno osservare con attenzione il proprio status di salute ma sarebbe sbagliato cadere nelle trappole dell’allarmismo: non necessariamente tutte le forme influenzali con febbre alta, tosse e mal di gola sono generate dal virus A(H1N1); bisogna prestare attenzione alle ILI, le cosiddette sindromi simil-influenzali, assai frequenti in autunno.

Stando al numero dei ricoveri registrati in tutto il mondo, i soggetti più esposti a rischio-complicanze sono le donne in gravidanza, soprattutto in presenza di situazioni diobesità o di altre malattie, mentre i soggetti più colpiti sono i bambini e i giovani in età scolare.

Per questi ultimi casi, è necessario – da parte dei genitori – contattare il pediatra e, senza allarmismi, comportarsi come con una qualsiasi influenza con semplici regole di prevenzione: una premuta di arance quotidiana, evitare di far sudare i bambini e non esporli al freddo, vestirli a strati, arieggiare gli ambienti evitando quelli troppo caldi e con aria troppo secca.

Poiché il virus influenzale si trasmette attraverso microscopiche goccioline di saliva che ogni individuo emette quando parla o tossisce, è necessario evitar lo scambio di ciucci, giocattoli o indumenti da poco inumiditi dalla saliva.

Un malato colpito dal virus A(H1N1) risulta potenzialmente contagioso già nelle ventiquattro ore che precedono l’inizio dei sintomi e risulta ancora contagioso circa sette giorni dopo.

 

Data pubblicazione 06/11/2009

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Qui Bimbo - Numero 6 - Luglio 2010

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