«Mentre i cosiddetti "imprinted genes" derivati dal padre sono avidi, quelli della madre sono conservatori riguardo le loro necessità per garantire il futuro successo riproduttivo», ha spiegato il dottor Miguel Constancia dell’Università di Cambridge (Uk) che ha coordinato lo studio.
«Abbiamo trovato le prove che i geni imprinted giocano un ruolo importante nel controllo delle funzioni endocrine della placenta. Tali adattamenti placentari hanno segnato effetti sulla distribuzione dei nutrienti per il feto, causando la programmazione dei meccanismi omeostatici con conseguenze metaboliche che si protraggono fino all’età adulta, per esempio la suscettibilità al diabete di tipo 2», ha poi aggiunto il dottor Constancia.
I risultati dello studio sono stati presentati alla Conferenza Internazionale "The Power of Programming” tenutasi a Monaco di Baviera il 06 maggio 2010.
Fonte: stampa.it/benessere





