Stando all’ultima ricerca pubblicata sulla rivista Child Development, i bambini figli di mamme lavoratrici, hanno un rischio maggiore degli altri di ingrassare. Il loro indice di massa corporea (Imc), il rapporto tra peso e altezza, crescerebbe in modo proporzionale al numero di anni in cui le mamme hanno lavorato nel corso della loro infanzia. Analizzando i dati di 990 bambini di età compresa tra 8 e 12 anni di 10 città americane, i ricercatori della Cornell University e dell’Università di Chicago hanno dedotto che il numero totale degli anni nei quali le madri erano impiegate aveva un’influenza sul’Imc dei bambini, piccola ma con effetto cumulativo. L’Imc diventa più alto quanti più erano gli anni che la mamma aveva passato a lavorare, il che si traduceva in un aumentato rischio di sovrappeso e obesità. Come si spiega questa correlazione? Difficile dirlo, dato che non sembra dipendere dal fatto che i bambini di madri lavorative stando più tempo da soli passino più ore a guardare la tv invece di fare attività fisica. Anche variando il numero di ore di esercizio fisico o di sedentarietà televisiva la correlazione tra mamma lavoratrice e rischio di sovrappeso resta stabile. Secondo gli autori le ragioni vanno cercate nel fatto che le mamme che lavorano avrebbero meno tempo per fare la spesa e cucinare, quindi la dieta dei loro figli sarebbe composta da un numero molto maggiore di pasti pronti, notoriamente più calorici. Possiamo mai licenziarci tutte per darci all’agricoltura biologica e alla cucina macrobiotica? Forse lo sogna chi ha nostalgia dell’era del pieno impiego, in cui le donne se ne stavano a casa tranquille e non facevano concorrenza ai maschi nelle aziende. Gli autori dello studio concludono invece che la società (americana) dovrebbe farsi carico di aiutare queste famiglie e non nuclei familiari con un doppio reddito. In che dovrebbe consistere questo aiuto? In una maggiore disponibilità a prezzi accettabili di cibi sani e nella consulenza ai genitori che lavorano sulle strategie migliori per mettere in tavola pasti nutrienti e bilanciati anche se si ha poco tempo a disposizione. Fonte: http://blog.panorama.it )






