Da alcuni anni nel Distretto 52 Asl Na 1 è stato istituito il servizio di screening odontoiatrico per le patologie cariose, di malocclusione e in particolare della fluorosi nei bambini che frequentano la seconda e quinta elementare delle scuole del distretto.
Nel corso degli anni sono stati effettuati dal dott. Angelo Papillo numerosi controlli, da cui è emerso una sostanziale differenza di patologie cariose fra i paesi con eccesso di fluoro nell’acqua potabile e quelli senza. Nei paesi di Ottaviano e San Giuseppe Vesuviano il rifornimento idrico è assicurato dai pozzi artesiani siti nel territorio comunale, la cui acqua dilavando le rocce vesuviane si arricchisce di molti sali minerali, compreso il fluoro presente in dosi purtroppo eccessive. La presenza di queste altissime concentrazioni del minerale (4,5 mg/lt con picchi di 6 mg/lt) provoca il disturbo noto come fluorosi che, da una parte, fa sì che sia una bassissima incidenza di carie nei bambini in età scolare, dall’altra causa sintomi evidenti sui denti o addirittura alla struttura stessa, rendendoli porosi, fragili e macchiati con striature che vanno dal bianco –gessoso fino ad arrivare a macchie e striature brunastre, nei casi più gravi.
Per limitare il fenomeno del sovradosaggio di fluoro, si è attivata una rete di informazione che coinvolge pediatri, genitori e scuole alla corretta assunzione di fluoro.
In questi territori, infatti, si sconsiglia la prescrizione di integratori specifici o l’uso di dentifrici a base di fluoro.
La fluorosi
Indicata anche come la ipomineralizzazione dello smalto, è una malattia causata dall’assunzione di dosi di fluoro in quantità superiori rispetto al fabbisogno quotidiano durante l’infanzia, che si manifesta con la comparsa sui denti di macchie bianche, di solchi e cavità.
Il fluoro è un elemento presente nel nostro organismo in basse quantità. Fondamentale per la mineralizzazione dello scheletro e dello smalto si concentra in particolare nei denti e nelle ossa. È contenuto invece nell’acqua potabile, dove la concentrazione cambia a seconda delle caratteristiche del suolo dove scorre l’acqua. È presente anche in alimenti come il pesce, cereali, spinaci, patate. L’assunzione del fluoro viene monitorata soprattutto a partire dal secondo anno di vita, durante la fase di produzione dello smalto dei denti permanenti. Generalmente i pediatri consigliano l’assunzione di compresse e l’uso di dentifrici a base di fluoro, per garantire il costante apporto quotidiano. Bisogna però fare attenzione al sovradosaggio, perché può provocare effetti collaterali, tra cui la fluorosi.
Prevenzione dentaria
È fondamentale iniziare ad avere cura dei denti già dalla prima infanzia per prevenire la carie e altre malattie della cavità orale.
Alcune buone abitudini, infatti, devono essere assunte durante la prima infanzia.
-evitare di edulcorare il ciuccio in creme, miele, zucchero, cioccolata per tranquillizzarlo. Gli zuccheri dopo circa 20 minuti dall’assunzione in bocca, si trasformano in acidi che possono aggredire lo smalto dei denti e procurare la formazione di carie.
-inserire nella dieta quotidiana, già durante lo svezzamento, alimenti contenenti vitamina C e D per favorire il processo di mineralizzazione dei denti.
-Pulire la bocca, la lingua, le guance e i primi denti con una garza sterile bagnata. In questo modo si eliminano i residui del cibo, e si favorisce una corretta igiene orale quotidiana già dalla prima infanzia.
-Dal terzo anno utilizzare lo spazzolino per il lavaggio quotidiano dei denti con dentifricio a base di fluoro dopo ogni pasto, salvo altre indicazioni dal pediatra.





