8/10/2009 - Contrarre il virus A/H1N1 dell'influenza suina in gravidanza rappresenta un serio pericolo per la salute del bimbo che ancora deve nascere. Le riviste scientifiche “New Scientist” e il “Journal of Developmental Origins of Health and Disease” hanno pubblicato uno studio del dott.Caleb Finch, dell'università di Los Angeles (California – U.S.A.), che ha indagato i rischi per la salute del nascituro derivanti dal fatto che la mamma ha preso l'influenza A in gravidanza.
Il bimbo potrebbe sviluppare un minor quoziente intellettivo e avere problemi di crescita. In realtà anche una banale influenza, contratta da una gestante ai primi mesi d'attesa, può avere ripercussioni sgradevoli per il nascituro, il quale corre un rischio sette volte maggiore, rispetto ai nati da donne sane, di diventare schizofrenico.
Gli studiosi ritengono che questi danni al nascituro siano imputabili alle sostanze che favoriscono le infiammazioni, tra le quali un ruolo preminente lo giocano le citochine.
Proprio queste ultime sono messe in circolo dall'influenza nel corpo della mamma e così raggiungono anche il bebè. Quest'ipotesi è confermata da studi svolti sui topi, come ha ricordato il dott.Finch.
Nel periodo compreso tra agosto e ottobre 2009, sono state ricoverate negli Stati Uniti in terapia intensiva quasi 100 donne incinte colpite dall'influenza suina e, fra loro, ne sono morte 28.
Il dato di mortalità non è comunque superiore a quello riscontrabile in altre infiammazioni e infezioni respiratorie gravi.
Tuttavia Anne Schuchat, responsabile del centro malattie respiratorie del Cdc (Center for Desease Control and Prevention) di Atlanta, in Georgia, ritiene questi dati preoccupanti e raccomanda a tutte le donne in dolce attesa di vaccinarsi contro il virus A appena possibile, in modo da proteggere la loro salute e quella della loro creatura.
In realtà c'è un acceso dibattito nella comunità scientifica sull'opportunità di vaccinare o meno le gestanti contro il virus della suina, ma per il dott.Finch è preferibile che una signora incinta si sottoponga alla profilassi antinfluenzale.
Sono stati diffusi anche alcuni dati relativi all'influenza “Spagnola” del 1918: i piccoli maschi nati da mamme infette mostravano un rischio di avere un infarto da adulti del 23% maggiore rispetto ai loro fratelli nati dopo la fine della pandemia. Per le bimbe, invece, il pericolo cardiovascolare era superiore del 17%.
Passando in rassegna studi svolti nel passato, il dott.Finch si è accorto che i nati da donne infette da influenza in gravidanza erano in media più bassi e con un quoziente intellettivo più basso rispetto ai loro coetanei: questo prova, per l'esperto, che le sostanze infiammatorie messe in circolo nell'organismo dall'influenza possono influire negativamente sul normale sviluppo del feto.
Fonte: italiasalute.it





