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Perché bisogna donare il cordone ombelicale?

Perché bisogna donare il cordone ombelicale? - Qui Bimbo
dott. Alfonso D’Apuzzo
Il sangue del cordone ombelicale è una fonte  di cellule staminali emopoietiche che possono formare le cellule del sangue (globuli rossi, globuli bianchi e piastrine) ed è anche una fonte di cellule staminali  mesenchimali  in grado di dare origine a una molteplicità di cellule differenziate (cellule ossee, muscolari, del fegato, cellule renali, del pancreas, cellule del sistema nervoso centrale). Il cordone ombelicale stabilisce la connessione tra il feto e la circolazione del sangue materno. Ha un diametro di 1-2 cm e una lunghezza di circa 50 cm, che può variare da 20 cm a più di 1 metro. L’utilizzo di cellule staminali prelevate dai cordoni ombelicali non è stato motivo di controversie, perché sono prelevate da tessuti dopo la nascita. Il prelievo delle cellule staminali da embrioni è invece vietato in molti paesi, compreso l’Italia. Le cellule staminali sono cellule immature, non specializzate che possono dividersi dando origine a cellule uguali alla cellula madre (automantenimento), e a cellule  precursori  di cellule mature (differenziate). Si distinguono  diversi tipi di cellule staminali: Embrionali, isolabili dall’embrione allo stadio di blastocisti , in grado di differenziarsi  in tutti i tipi cellulari (totipotenti ), Somatiche fetali, isolabili dal feto o dal cordone ombelicale, Somatiche adulte, isolabili dai tessuti maturi: midollo osseo, epidermide, cornea, intestino, fegato, epitelio mammario,pancreas, cervello, rene. Bisogna  donare il cordone ombelicale perché la donazione è una procedura semplice, sicura e indolore. Le cellule cordonali hanno alta capacità proliferativa e di differenziazione, non presentano rischio di  rigetto  perché il cordone ombelicale contiene anche le cellule staminali mesenchimali, le quali  non sono immunogene, per cui  sfuggono al riconoscimento da parte di alloantigeni e non danno quasi mai rigetto. Con l’uso di cellule staminali del cordone ombelicale  la compatibilità è superiore all’80%, rispetto al 50% dei trapianti con midollo osseo. Nel 1988 venne eseguito il primo trapianto con sangue placentare  in un bambino affetto dalla Anemia di Fanconi, che è una aplasia midollare, per cui non si formano i costituenti del sangue cioè globuli rossi, bianchi e piastrine e che evolve verso neoplasie maligne. Quel bambino ha oggi 27 anni  e gode buona  salute. Nel 1993  fu effettuato il primo trapianto di cellule staminali di cordone ombelicale non autologo in una donna di 26 anni affetta da leucemia linfoblastica acuta. Nel mondo sono già oltre 15.000 i trapianti eseguiti con cellule staminali di cordoni ombelicali  eterologhi. La prima banca di raccolta di sangue del cordone ombelicale fu inaugurata nel 1998.                                                                                                                    
Il trapianto di sangue cordonale trova indicazione nelle Aplasie congenite (Anemia di Fanconi), nelle malattie immunologiche, nelle Imnmunodeficienze, nella Talassemia Maior,  nella Drepanocitosi, negli Errori congeniti del metabolismo, nelle Leucemie, nelle malattie genetiche neurodegenerative (M. di Parkinson., M. di Alzheimer, Sclerosi laterale amiotrofica), nella riparazione della zona necrotica miocardica post-infartuale o delle cellule cerebrali dopo ictus. Gli studi più numerosi sull’uomo hanno riguardato pazienti infartuati: le cellule sono state iniettate in alcuni studi direttamente nell’area adiacente l’infarto, in altri casi sono state infuse mediante cateterismo direttamente nelle arterie  coronariche. Si è visto che tale trattamento migliorava l’ambiente tessutale con reclutamento di staminali proprie del tessuto cardiaco. Altre indicazioni sono: le metastasi del tumore del polmone, il cancro della mammella, (attualmente in fase sperimentale). Nel 2009  una paziente  affetta da sclerosi multipla è stata  trattata  con buoni risultati con cellule staminali cordonali. Risultati discreti anche nella sclerosi laterale amiotrofica (SLA).                          
In Italia è vietata la conservazione del cordone ombelicale per uso autologo, questo è possibile solo presso strutture sanitarie estere (G.U.n°110 del 14 maggio 2007). Poiché le cellule eterologhe sono altrettanto efficaci di quelle autologhe, non avrebbe senso la conservazione per uso autologo del cordone ombelicale all’estero con grande dispendio  economico, quando in Italia esistono delle banche di raccolta del sangue cordonale  anche a livello regionale. Secondo il parere espresso dalla American Medical Association  l’utilità è maggiore quando si dona a una banca pubblica  che a una  privata  anche  perché spesso il sangue cordonale  di un singolo donatore non è sufficiente.                                                                     


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Qui Bimbo - Numero 7 - Giugno 2011

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