Il sangue del cordone ombelicale è una fonte di cellule staminali emopoietiche che possono formare le cellule del sangue (globuli rossi, globuli bianchi e piastrine) ed è anche una fonte di cellule staminali mesenchimali in grado di dare origine a una molteplicità di cellule differenziate (cellule ossee, muscolari, del fegato, cellule renali, del pancreas, cellule del sistema nervoso centrale). Il cordone ombelicale stabilisce la connessione tra il feto e la circolazione del sangue materno. Ha un diametro di 1-2 cm e una lunghezza di circa 50 cm, che può variare da 20 cm a più di 1 metro. L’utilizzo di cellule staminali prelevate dai cordoni ombelicali non è stato motivo di controversie, perché sono prelevate da tessuti dopo la nascita. Il prelievo delle cellule staminali da embrioni è invece vietato in molti paesi, compreso l’Italia. Le cellule staminali sono cellule immature, non specializzate che possono dividersi dando origine a cellule uguali alla cellula madre (automantenimento), e a cellule precursori di cellule mature (differenziate). Si distinguono diversi tipi di cellule staminali: Embrionali, isolabili dall’embrione allo stadio di blastocisti , in grado di differenziarsi in tutti i tipi cellulari (totipotenti ), Somatiche fetali, isolabili dal feto o dal cordone ombelicale, Somatiche adulte, isolabili dai tessuti maturi: midollo osseo, epidermide, cornea, intestino, fegato, epitelio mammario,pancreas, cervello, rene. Bisogna donare il cordone ombelicale perché la donazione è una procedura semplice, sicura e indolore. Le cellule cordonali hanno alta capacità proliferativa e di differenziazione, non presentano rischio di rigetto perché il cordone ombelicale contiene anche le cellule staminali mesenchimali, le quali non sono immunogene, per cui sfuggono al riconoscimento da parte di alloantigeni e non danno quasi mai rigetto. Con l’uso di cellule staminali del cordone ombelicale la compatibilità è superiore all’80%, rispetto al 50% dei trapianti con midollo osseo. Nel 1988 venne eseguito il primo trapianto con sangue placentare in un bambino affetto dalla Anemia di Fanconi, che è una aplasia midollare, per cui non si formano i costituenti del sangue cioè globuli rossi, bianchi e piastrine e che evolve verso neoplasie maligne. Quel bambino ha oggi 27 anni e gode buona salute. Nel 1993 fu effettuato il primo trapianto di cellule staminali di cordone ombelicale non autologo in una donna di 26 anni affetta da leucemia linfoblastica acuta. Nel mondo sono già oltre 15.000 i trapianti eseguiti con cellule staminali di cordoni ombelicali eterologhi. La prima banca di raccolta di sangue del cordone ombelicale fu inaugurata nel 1998.
Il trapianto di sangue cordonale trova indicazione nelle Aplasie congenite (Anemia di Fanconi), nelle malattie immunologiche, nelle Imnmunodeficienze, nella Talassemia Maior, nella Drepanocitosi, negli Errori congeniti del metabolismo, nelle Leucemie, nelle malattie genetiche neurodegenerative (M. di Parkinson., M. di Alzheimer, Sclerosi laterale amiotrofica), nella riparazione della zona necrotica miocardica post-infartuale o delle cellule cerebrali dopo ictus. Gli studi più numerosi sull’uomo hanno riguardato pazienti infartuati: le cellule sono state iniettate in alcuni studi direttamente nell’area adiacente l’infarto, in altri casi sono state infuse mediante cateterismo direttamente nelle arterie coronariche. Si è visto che tale trattamento migliorava l’ambiente tessutale con reclutamento di staminali proprie del tessuto cardiaco. Altre indicazioni sono: le metastasi del tumore del polmone, il cancro della mammella, (attualmente in fase sperimentale). Nel 2009 una paziente affetta da sclerosi multipla è stata trattata con buoni risultati con cellule staminali cordonali. Risultati discreti anche nella sclerosi laterale amiotrofica (SLA).
In Italia è vietata la conservazione del cordone ombelicale per uso autologo, questo è possibile solo presso strutture sanitarie estere (G.U.n°110 del 14 maggio 2007). Poiché le cellule eterologhe sono altrettanto efficaci di quelle autologhe, non avrebbe senso la conservazione per uso autologo del cordone ombelicale all’estero con grande dispendio economico, quando in Italia esistono delle banche di raccolta del sangue cordonale anche a livello regionale. Secondo il parere espresso dalla American Medical Association l’utilità è maggiore quando si dona a una banca pubblica che a una privata anche perché spesso il sangue cordonale di un singolo donatore non è sufficiente.





