Gli scienziati nordamericani hanno studiato un campione di 1002 persone conallergie alimentari che nel corso di sei anni erano state visitate in tre diversi ospedali. Gli studiosi hanno comparato le date di nascita di questi pazienti con quelle di persone che erano state visitate in ospedale per motivi diversi dalleallergie e hanno scoperto l’esistenza di un "effetto stagione", limitato, però, solo ai bambini con meno di cinque anni.
Come spiegato sulle pagine di Annals of Allergy, Asthma & Immunology, nel campione di pazienti under 5, il 41% era nato d’estate o in primavera e il 59% era nato d’inverno o in autunno.
Secondo i ricercatori statunitensi è risaputo che numerosi fattori favoriscono una predisposizione alle allergie (ereditarietà, infezioni, dieta nei primi mesi di vita ed esposizione ad agenti inquinanti), ma secondo le loro ipotesi una carenza di vitamina D, sia nella fasi che precedono la nascita che immediatamente dopo, può favorire un incremento del rischio di sviluppare allergie.
La vitamina D viene prodotta naturalmente dall’organismo quando ci si espone al sole ed è una vitamina fondamentale per un corretto sviluppo del sistema immunitario infantile. Per questo, ipotizza il responsabile dello studio, Milo Vassallo, è possibile che i bambini nati nei mesi invernali prendano meno sole e soffrano di una leggera carenza di vitamina D che, però, nei primi mesi di vita può rivelarsi determinante.
"La vitamina D aiuta l’organismo a combattere le infezioni e a riconoscere quali sono gli agenti da combattere e quali quelli da tollerare", ha spiegato Vassalloche ha chiarito che ciò non vuol dire che i genitori devono dare ai bambiniintegratori di vitamina senza indicazione del pediatra.
fonte: paginemediche.it
Gli scienziati nordamericani hanno studiato un campione di 1002 persone conallergie alimentari che nel corso di sei anni erano state visitate in tre diversi ospedali. Gli studiosi hanno comparato le date di nascita di questi pazienti con quelle di persone che erano state visitate in ospedale per motivi diversi dalleallergie e hanno scoperto l’esistenza di un "effetto stagione", limitato, però, solo ai bambini con meno di cinque anni.






