Conosciuto fin dall’antichità come alimento dei pastori nomadi dell’Europa orientale (il termine yogurt deriva dal turco e significa: latte denso ) e citato già nel Vecchio Testamento e da autori Greci e Romani, esaltato da Galeno per le sue virtù salutari, ancora oggi è molto apprezzato per il divezzamento dei bambini nel primo anno di vita e più in generale come fonte di calcio e proteine nobili a tutte le età.
Fu il biologo ucraino E. Metchnikov presso l’istituto Pasteur di Parigi a fine ‘800 ad isolare per primo dallo yogurt utilizzato dai pastori bulgari il microrganismo responsabile della fermentazione: il lactobacillus delbrueckii subs.bulgaricus cui fece seguito l’inizio della produzione industriale. Successivamente si vide che le proprietà organolettiche si esaltavano utilizzando insieme i 2 ceppi, oltre al precedente anche lo streptococcus thermophilus.
Lo yogurt si ottiene pastorizzando il latte e concentrandolo. Successivamente si inoculano i due fermenti (L. Delbruekii subs.bulgaricus e S. thermophilus) e si lascia fermentare a una temperatura tra 35 e 44 °C. Esso va poi raffreddato a 4 °C e a tale temperatura conservato, per garantire il mantenimento di un’elevata quantità di fermenti vivi.
In Italia, il termine yogurt indica unicamente “il latte di vacca o di bufala,pecora o capra fermentato con L. delbrueckii subs.bulgaricus e S. thermophilus”.
Pertanto tutti gli altri prodotti contenenti anche o unicamente altre specie di batteri lattici, devono essere denominati “latte fermentato”.
Le caratteristiche nutrizionali dello yogurt sono sovrapponibili a quelle del latte, fatta eccezione per una maggiore digeribilità (la parziale idrolisi delle proteine e la parziale scomposizione del lattosio che nel prodotto finale si aggira al 4% della quota iniziale) e la maggiore biodisponibilità del calcio, per il ph acido.
È stato osservato che il consumo di yogurt influenza la composizione della microflora intestinale (aumento della quota dei lattobacilli e riduzione dei bacteroides). Il consumo di
yogurt magro aiuta a ridurre il rischio di patologie cardiovascolari ed ha un effetto ipocolesterolemizzante e di riduzione della pressione arteriosa (riduzione della sintesi di angiotensina).
Altra proprietà è l’azione regolatrice dell’immunità mucosale (riduzione dell’infiammazione: prevenzione nei confronti del cancro del colon?)
Durante il 1° anno di vita viene introdotto nella dieta prima del latte vaccino, per la sua migliore digeribilità.
Dopo l’anno si affiancherà al latte pastorizzato (meglio se ad alta qualità) come fonte insostituibile di calcio e di proteine ad elevato valore biologico.
Utile come merenda, diventa indispensabile a colazione in caso di ostinato rifiuto del latte. Tenendo presente che il fabbisogno di calcio nel bambino della seconda e terza infanzia (dai 2 ai 10 anni) va dagli 800 ai 1000 mg. /die si vede come due vasetti al di (=300 mg di calcio) coprano buona parte del fabbisogno di questo essenziale componente dell’ “impalcatura” del nostro scheletro.
Trova inoltre impiego nella rialimentazione dopo un episodio di gastroenterite per le sue capacità di riequilibrare la microflora intestinale e modulare l’immunità mucosale.
Il prodotto di elezione per i bambini è lo yogurt naturale intero, privo per legge di qualsiasi additivo e possibilmente reso più appetibile al momento del consumo da frutta frullata, miele o cereali.
Vanno preferiti quelli con meno aggiunte con soli ingredienti naturali e privi di addensanti, coloranti, conservanti ed aromi artificiali.





