La vista è l’organo di senso più importante per lo sviluppo generale e per la formazione del bambino. Lo sviluppo dell’occhio umano inizia con il concepimento e prosegue dopo la nascita, fino ai primi anni di vita. Intorno al 7° mese di gestazione il neonato apre per la prima volta gli occhi, fino ad allora aveva vissuto nell’oscurità, come in una caverna, ora incomincia a vedere il mondo che lo circonda. Alla nascita, l’occhio del neonato pur essendo molto più piccolo di quello dell’adulto, presenta un apparato diottrico ben sviluppato e maturo costituito da cornea, umore acqueo, cristallino e corpo vitreo, che sono strutture trasparenti che permettono il passaggio alle radiazioni luminose e la focalizzazione delle immagini sulla retina. Ciò nonostante, le capacità visive del neonato sono molto diverse da quelle dell’adulto perché la corteccia visiva è immatura alla nascita e durante i primi mesi di vita avviene una riorganizzazione anatomica delle connessioni all’interno di essa e contemporaneamente si sviluppano e maturano la retina e la via nervosa che porta lo stimolo visivo alla corteccia cerebrale (via visiva genicolata).
Alla nascita alcune strutture della retina come la macula lutea e la sua parte centrale (fovea), deputate alla visione distinta e alla discriminazione cromatica, non sono mature. La maturazione della fovea si verifica dopo il 4°- 5° mese di vita. Il periodo critico per la maturazione della funzione visiva va dalla nascita ai primi 12-18 mesi di vita, mesi in cui si sviluppano una serie di funzioni come sensibilità al movimento e alla velocità, il senso cromatico, il senso di profondità, il riconoscimento delle forme, la sensibilità al contrasto e alla dimensione. Nel neonato il cristallino è trasparente e permette il passaggio di tutte le radiazioni luminose, per cui particolarmente la luce blu, che ha la lunghezza d’onda di 440 nanometri risulta nociva per la delicata struttura maculare neonatale. Per acuità visiva s’intende la capacità di discriminare un dettaglio. È una funzione maculare dovuta alla posizione dell’immagine sulla retina, ed è maggiore nella regione foveale, dove risiedono i coni.
Alla nascita è 40 volte più bassa che nell’adulto. A 6 mesi è 6-8 volte più bassa, diventa simile a quella dell’adulto a 6 anni.
Il neonato normale ha una certa capacità di fissazione e di seguire con lo sguardo un oggetto vicino, ad esempio la faccia dell’esaminatore, ad 1 mese fissa il volto umano a distanza focale di 19-20 cm., fissa le espressioni facciali e può imitarle (apertura e chiusura della bocca, protrusione della lingua), predilige profili, righe verticali e orizzontali, dimensioni grandi, disegni semplici, grate o bersagli in bianco e nero. A 1-3 mesi è attirato dalla luce e da colori brillanti, fissa lo sguardo verso una fonte di luce, segue oggetti in movimento, in principio solo in orizzontale, poi in verticale; emerge la convergenza con un miglioramento della messa a fuoco a diverse distanze, osserva le sue mani. A 3-4 mesi i movimenti oculari sono più lineari, osserva e manipola gli oggetti. A 4-5 mesi sposta lo sguardo dagli oggetti alle parti del corpo, tenta di raggiungere e spostarsi verso gli oggetti, riconosce visi e oggetti familiari. A 6 mesi raggiunge e afferra gli oggetti, fissa oggetti ad una distanza di 90-100 cm, alterna lo sguardo dalla mano all’oggetto e da un oggetto all’altro. A 7-10 mesi manipola gli oggetti guardandoli. A 12 mesi mostra interesse per gli oggetti piccoli, ricerca visiva indipendente (segue con gli occhi e non necessariamente con il capo), si interessa alle forme differenti di oggetti, distingue forme geometriche. A 18 mesi identifica somiglianze e differenze, si interessa a disegni, segna e traccia linee. A 24-30 mesi appaia colori e forme, esplora visivamente oggetti distanti. A 30-36 mesi appaia forme geometriche, disegna rudimentali cerchi. A 36-48 mesi ha una buona percezione della profondità e riconosce molte forme.





