(AGI) - Padova, 30 nov. - Dai 350 casi di meningite del 2006 ai 108 casi del 2008: questo e' il risultato ottenuto grazie alla raccomandazione della vaccinazione contro il meningococco C inserita nel calendario delle vaccinazioni dell'infanzia nel 2005. Lo dimostrano i dati SIMI-ISS commentati nell'incontro di aggiornamento scientifico "Meet The Expert" svoltosi grazie al supporto incondizionato di Novartis Vaccines durante il Congresso Nazionale della SIP (Societa' Italiana di Pediatria) che si conclude oggi a Padova. Nel corso dell'incontro e' stato sottolineato come questo decremento rappresenti un passo importante verso la sconfitta della meningite, una malattia poco nota ma molto grave perche' spesso mortale, e che nei casi di sopravvivenza puo' portare alla persona colpita menomazioni irreversibili. In Italia sono attualmente diffusi prevalentemente due ceppi di meningite, il meningococco B e C.
Per quest'ultimo sierogruppo e' disponibile un vaccino coniugato che agisce in modo mirato ed efficace contro il meningococco di questo tipo. Bambini e adolescenti sono i gruppi piu' a rischio, in quanto presentano un'immunita' naturale particolarmente piu' bassa nei confronti della meningite - soprattutto la meningite meningococcoccica C.
L'infezione da meningococco ha un'evoluzione molto rapida, e' spesso causa di decesso e in caso di associazione della patologia a sepsi puo' causare la morte del 14,5 percento dei pazienti non vaccinati. In particolare la mortalita' e' alta in alcune fasce di eta': il 20 percento dei decessi colpisce soggetti da 1 a 4 anni e il 25 percento da 5 a 14 anni. In Italia la meningite meningococcica di tipo C e' endemica con focolai sporadici. Negli ultimi cinque anni uno dei focolai piu' importanti e' stato registrato proprio in Veneto, dove nel 2005 si sono registrati 26 casi, esponendo al rischio di contagio l'intera popolazione. La gestione efficace dell'offerta vaccinale condotta in Veneto ha permesso che i casi in questa regione si riducessero nell'arco di tre anni di ben il 54 percento. Sulla base dell'esperienza maturata in questi anni si e' notato, infatti, che quando la copertura vaccinale raggiunge l'80-90 percento il meningococco C non ha la possibilita' di diffondersi nella popolazione. Rimane tuttora aperto invece il fronte relativo al ceppo B del meningococco, responsabile dei residui 108 casi registrati sul territorio nazionale. Per questo ceppo e' in corso di finalizzazione un nuovo vaccino, sviluppato nei laboratori del Centro di Ricerca Novartis Vaccines di Siena, che sara' disponibile nel corso dei prossimi due anni.
Fonte: AGI salute






