Secondo alcuni ricercatori americani migliorare la qualità dell’aria delle città potrebbe contribuire a ridurre sensibilmente il numero di infezioni pediatriche alle orecchie.
Gli studiosi dell’Università della California e quelli del Brigham and Women's Hospitaldi Boston hanno esaminato i dati di più di 120.000 bambini relativi al periodo 1997-2006 che erano stati inseriti nel National Health Interview Survey e hanno calcolato la frequenza delle infezioni alle orecchie e l’incidenza di allergie respiratorie.
Questi dati sono stati, poi, confrontati con quelli relativi all’inquinamento dell’aria nello stesso periodo ed è emerso che quando la qualità dell’aria risultava migliore il numero di otiti diminuiva significativamente.
Neil Bhattacharyya e Nina Shapiro, autori dello studio, hanno spiegato sull’ultimo numero di Otolaryngology–Head and Neck Surgery che al contrario non è emerso che in concomitanza con un miglioramento della qualità dell’aria si registrasse anche un decremento dell’incidenza delle allergie respiratorie: “segno che le allergie non sono causate solo dall’inquinamento ma anche da altri fattori, prima di tutto genetici”.
Per approfondire:
Fonti
UCLA






