Insonnia: un problema diffuso
Si stima che oltre 20 milioni di europei soffrano di disturbi cronici del sonno e altri 10 milioni abbiano problemi occasionali.
Le cause dell’insonnia possono essere le più varie, dalle cause nervose come ansia e depressione alle malattie organiche, allo stress, l’ambiente, gli errori nell’alimentazione o le cattive abitudini di vita, e anche la predisposizione genetica. Il problema interessa qualunque età. In particolare sono numerosi i bambini e gli adolescenti che vanno a letto tardi, perchè guardano la tv fino a notte fonda o giocano con il pc. In generale, i bambini dovrebbero dormire dalle 10 alle 12 ore per notte, mentre gli adolescenti dalle 9,5 alle 11 ore, a differenza delle 8 degli adulti.
Da una recente ricerca tedesca sul sonno degli adolescenti (B. Loessl, G. Valerius e collaboratori dell’Università di Freiburg) che ha coinvolto 818 studenti di età compresa tra i 12 e i 18 anni, cui è stato chiesto di rispondere ad un questionario elaborato dallo “School Sleep Habits Survey” e di compilare un diario del sonno per due settimane, è emerso che la durata media del sonno durante la settimana era circa di 8 ore, e 9,50 ore circa nei fine settimana.
Il tempo dedicato al sonno diminuiva passando dalla fascia di età 12-13 anni fino ai 16 anni. Il 91,6% dei ragazzi dormiva meno di 9,2 ore per notte durante la settimana.
Non sono state rilevate significative differenze legate al tipo di scuola o all’ambiente di vita (rurale o urbano).
Benefici del sonno
Un riposo regolare aumenta le capacità cognitive dei bambini. È la sintesi di una ricerca dell’Istituto americano Sri International, presentato al convegno delle Associated Professional Sleep Societies, in California, in cui analizzando circa 8 mila bambini di 4 anni si è trovato che quelli che dormivano 11 ore ogni notte mostravano risultati migliori nei test di apprendimento, attenzione e linguaggio. Un’altra ricerca dell’Università della Florida pubblicata su Proceedings of the National Academy of Sciences afferma che già i neonati di pochi giorni iniziano ad imparare cose nuove ed elaborano le informazioni e le impressioni ricevute dall’ambiente durante il sonno.
Uno studio dei ricercatori dell’Università dell’Arizona dimostra inoltre che i bambini che dormono durante il giorno imparano molto più velocemente. I ricercatori hanno fatto sentire ripetutamente a 48 bambini di 15 mesi delle frasi in un linguaggio artificiale. Dopo aver ascoltato il finto linguaggio, ad alcuni bambini è stato fatto fare un pisolino, ad altri no, e subito dopo sono stati fatti dei test per verificare l’apprendimento.
Il risultato è stato che entrambi i gruppi di bambini erano in grado di riconoscere il linguaggio che avevano ascoltato, ma quelli che avevano dormito erano riusciti anche a capirne la struttura, riuscendo ad applicarla a frasi totalmente nuove.
Altri scienziati hanno dimostrato che l’antico detto che invita a dormire su un problema per risolverlo ha delle solide basi scientifiche. L’equipe guidata dalla Professoressa Sara Mednick dell’ Università della California ha verificato che è vantaggioso tenere in incubazione un problema per risolverlo in maniera più efficace. Come illustrato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, la mattina del giorno del test, a 77 volontari è stata proposta una serie di problemi da risolvere. I volontari sono stati divisi in due gruppi, uno che restava sveglio e uno cui veniva concesso un periodo di riposo: i volontari che hanno dormito nella fase Rem sono riusciti a risolvere meglio i problemi di quasi il 40% rispetto a chi non ha dormito o non ha raggiunto la fase Rem. Secondo lo studio, è fondamentale la qualità del sonno dal momento che solo la fase Rem(sonno profondo) potenzia la cognitività, permettendo al cervello di formare nuove connessioni nervose senza l’interferenza di altri percorsi mentali che ci distraggono mentre siamo svegli o non dormiamo profondamente.
Effetti sulla salute della perdita di sonno
È proprio vero che salute fa rima con sonno. L’insonnia ha conseguenze diurne immediate, come deficit di attenzione, difficoltà di concentrazione, stanchezza, irritabilità, sonnolenza, perdita di memoria, un insieme di sintomi che possono ridurre notevolmente la qualità della vita. Le ricerche dicono che otto insonni su dieci presentano almeno un fastidio anche durante la giornata.
A lungo termine l’insonnia invece può provocare problemi cognitivi e dell’apprendimento, con scarso rendimento scolastico o lavorativo, disturbi dell’umore fino all’ansia e alla depressione e, secondo alcuni recenti studi, anche patologie organiche come obesità, diabete, ipertensione, coronaropatie, maggiore vulnerabilità alle malattie virali.
Riguardo agli aspetti comportamentali, un gruppo di ricercatori della Graduate School of Medicine della Kyushu University (Giappone) in uno studio su 1.934 allievi delle scuole secondarie pubblicato sulla rivista Journal of Adolescence ha trovato un rapporto tra andare a letto dopo la mezzanotte e una diminuzione del controllo degli impulsi, nel senso che gli adolescenti che la sera vanno a dormire prima di mezzanotte sono meno impulsivi e imprudenti, mentre l’alterazione dei ritmi naturali del corpo dovuti ad una cattiva qualità del riposo potrebbe influenzare i giovani a comportarsi in maniera spericolata. Dallo studio è inoltre emerso che gli adolescenti che vanno a letto tardi passano più tempo a guardare la televisione e sono meno propensi a partecipare ad attività extra-curriculari.
Riguardo agli effetti biologici, quello più studiato dalle ultime ricerche è il rapporto tra perdita di sonno e sovrappeso. Una ricerca in Australia coordinata dal prof. Tim Olds, e presentata ad Adelaide alla conferenza dell’Australian Sleep Association, è stata condotta tra il 2001 e il 2007 su un campione di oltre 4.000 giovani tra i 9 ed i 18 anni. Dalla ricerca emerge che i ragazzi normopeso dormono in media 20 minuti in più degli obesi. Anche i ricercatori dell’ Università di Hong Kong, guidati dal dottor Yun Kwok Wing, hanno trovato i bambini che dormono meno hanno la tendenza ad essere più pesanti e con un maggiore Indice di Massa Corporea (BMI), oltre a presentare altri disturbi come maggiore disattenzione durante le lezioni e durante la giornata in generale, difficoltà di concentrazione, disturbi dell’umore, problemi comportamentali. Secondo i ricercatori cinesi, però, recuperare nel week-end il sonno perduto durante la settimana può aiutare a prevenire l’obesità.
Un altro studio riportato sulla rivista Sleep su 1500 adolescenti ha dimostrato che dormire meno di cinque ore per notte causa aumento di grasso addominale, particolarmente dannoso per la salute perché correlato alla “sindrome metabolica”.
Uno studio congiunto della Case Western Reserve University School of Medicine, del Rainbow Babies and Children’s Hospital di Cleveland e del Brigham and Women’s Hospital che ha esaminato 240 ragazzi di 16-19 anni, il 18% dei quali obeso, è giunto alla conclusione che la perdita di sonno possa aumentare il rischio di obesità a causa di cambiamenti nelle abitudini alimentari che alterano l’equilibrio energetico, con aumento del consumo di grassi e a una riduzione dei carboidrati. In particolare la ricerca ha trovato che dormire meno di otto ore a notte durante la settimana aumenta il desiderio di consumare cibi grassi e snack e altera gli orari in cui si consumano i pasti, creando uno stress fisico che contribuisce a mandare in tilt il metabolismo.
Interessanti anche i dati sugli effetti dell’insonnia sul cuore. Secondo uno studio della Penn State University College of Medicine di Hershey, riposare solo poche ore a notte altera la frequenza cardiaca dei bambini.
La ricerca è stata condotta su 612 bambini il cui sonno è stato monitorato attraverso il polisonnografo. I bambini che dormono più a lungo nel corso della notte hanno una frequenza più regolare e fisiologica.
Uno studio pubblicato sulla rivista Archives of Internal Medicine evidenza infine che anche frequenti raffreddori possono dipendere dal dormire male. Gli autori hanno seguito 153 uomini e donne per due settimane, registrando durata e qualità del loro sonno, poi li hanno esposti ad alcuni virus respiratori: chi aveva dormito meno di 7 ore per notte è risultato tre volte più a rischio di ammalarsi.
Le iniziative dell’Aims
Per informare i cittadini e offrire un supporto a chi soffre di disturbi del sonno, l’Aims (Associazione Italiana Medicina del Sonno), in collaborazione con l’azienda farmaceutica Sanofi-Aventis, ha promosso il Progetto Morfeo Dormiresano, sostenuto sin dal 2000 nei Centri di Medicina del Sonno Aims, o sul sito internet www.morfeodormiresano.it .
I centri del sonno hanno visto una crescita del 10% nel numero di pazienti negli ultimi dodici mesi e si prevede un ulteriore aumento del 13% per il prossimo anno.
Questa crescita sarà sostenuta dall’apertura di nuovi centri del sonno in tutta europa.





