La scrittura è una scoperta relativamente recente del genere umano. La forma di comunicazione prevalente è stata per millenni la comunicazione orale.
La prima forma di scrittura nasce in Mesopotamia nel IV millennio a.C. Noi utilizziamo la scrittura alfabetica latina in cui ogni parola è composta da lettere e a ogni lettera corrisponde un suono, passando così dal mondo delle figure e dei simboli della scrittura pittografica-ideografica dell’antichità
(Mesopotamia, Cina, Egitto), al mondo delle lettere e dei suoni del nostro alfabeto moderno.
L’acquisizione del codice scritto avviene dalla copia di segni e figure ed il bambino ben presto arriva alla scrittura e alla lettura di parole e frasi sempre più complesse. Il bambino a 12 mesi tiene una matita in mano e fa un segno sulla carta ; a 24 mesi copia linee orizzontali; a 36 mesi tiene una matita tra pollice,indice e medio, copia cerchi e croci e le lettere V H E T; a 4 anni disegna un uomo e una casa e riconosce alcune figure; a 5 anni copia quadrati e triangoli e le lettere O X L A C U e disegna un uomo nei particolari; a 6 anni impara a leggere e impara a scrivere, prima sotto dettatura, in seguito spontaneamente. L’apprendimento della lettura e della scrittura inizia con la percezione visiva della parola mediante l’attivazione di particolari cellule della retina, dette cellule M, le quali inviano impulsi al cervello (nucleo genicolato laterale del talamo, corteccia occipitale e da questi ai centri della lettura e della scrittura: area di Wernicke e di Broca). In queste aree avviene la trasformazione del codice scritto, costituito dalle lettere, in un codice fonetico, costituito dai suoni che corrispondono alle lettere (processo di transcodifica). I suoni vengono quindi uniti tra loro per formare la parola, la quale viene così pronunciata.
Per leggere vengono attivate anche altre aree cerebrali, come quelle dell’orientamento spazio-temporale, della volontà, dell’attenzione, della memoria.
La lettura avviene quindi per apprendimento delle regole di conversione grafema-fonema (via fonologica) ed è una lettura lenta, lettera per lettera, sillaba per sillaba.
Alla fine della prima classe della scuola primaria, verrà adottata la strategia dell’accesso diretto (via lessicale), che si basa sul riconoscimento di poche unità ortografiche della parola scritta con una procedura analitica. Successivamente con una attività di induzione - intuizione il bambino riconosce la parola nel suo insieme.
Alla fine della scuola primaria il bambino utilizzerà la via lessicale più rapida e userà la via fonologica quando dovrà leggere parole nuove e lunghe. Anche nella scrittura intervengono meccanismi simili a quelli utilizzati nella lettura.
Nella scrittura sotto dettatura il bambino deve identificare i suoni che compongono la parola e fare corrispondere ad ogni suono una lettera( via fonologica).
Attraverso la via lessicale il bambino differenzia parole che all’udito sembrano simili come l’oro e loro. Durante il processo che permette al bambino di distinguere i suoni, lo stimolo sonoro viene trasportato da vie nervose.
Successivamente si ha la conversione fonema-grafema, in questo atto motorio intervengono varie vie nervose motorie, visive, di orientamento temporo-spaziale, di attenzione e di memoria.
La scrittura spontanea richiede, oltre a tutti i componenti della scrittura sotto dettatura, anche una componente argomentativa.





