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Isteroscopia ed infertilità

Isteroscopia ed infertilità - Qui Bimbo
Dott.ssa Sosa F. Loredana M.
L‘Infertilità di coppia non deve essere considerata come una situazione inusuale data l’alta incidenza nel mondo. La specie umana è poco fertile: per ogni ciclo ovulatorio, in una coppia potenzialmente fertile e con regolare attività sessuale, la possibilità di concepire è di circa il 25-30%.
Secondo l’organizzazione Mondiale della Sanità (O.M.S.) e l’American Fertility Society (A.F.S.) una coppia è da considerarsi infertile quando non è in grado di concepire e di avere un bambino dopo un anno o più di rapporti sessuali; viceversa è da considerarsi sterile quella coppia nella quale uno od entrambi i coniugi sono affetti da una condizione fisica permanente che non renda possibile avere dei bambini.
È stato calcolato che circa il 90% delle coppie riesce ad ottenere una gravidanza nel corso del primo anno di rapporti liberi non protetti. L’OMS ha stimato che circa il 10% delle coppie, nell’esperienza mondiale, si troverà ad affrontare un “problema” d’infertilità. In Italia, ogni anno, da 20.000 a 30.000 nuove coppie richiedono una consulenza specialistica perché hanno difficoltà ad ottenere una gravidanza.
Negli ultimi anni l’endoscopia ginecologica si è prepotentemente inserita nell’inquadramento diagnostico e terapeutico della sterilità. L’isteroscopia, in particolare, è ad oggi considerata come il gold standard per la valutazione del canale cervicale e della cavità uterina.
L’introduzione di questa tecnica raffinata per l’inserimento dell’isteroscopio in cavità uterina ha reso la procedura rapida, efficace e meno traumatica per la paziente.
Oggigiorno, infatti, è considerata una tecnica quasi del tutto indolore, potendosi eseguire in regime ambulatoriale e senza la necessità di anestesia e/o analgesia.
La procedura dura dai 3 ai 5 minuti e consiste nell’introduzione del ministrumento (calibro totale di 4mm!!) in vagina, senza l’utilizzo di speculum e pinze da collo. La vagina è distesa dal mezzo di distensione liquido (soluzione fisiologica sterile) erogato dall’isteroscopio e la paziente in questa fase avverte solo una sensazione di “bagnato”, essendo questa fase, per definizione, indolore. Successivamente l’endoscopio sarà guidato verso l’orifizio uterino esterno ed il canale cervicale, sino all’ingresso in cavità.
In caso di infertilità/sterilità è necessario esaminare tutte le caratteristiche anatomo-funzionali dei vari distretti anatomici.

Orifizio Uterino Esterno (OUE): è opportuno valutare la presenza di stenosi (restringimenti), che, anche se lievi, possono rappresentare un ostacolo importante alla fecondazione; nonché la presenza di polipi e/o cisti di Naboth che il più delle volte sono correlati a fenomeni infiammatori, mentre talora possono addirittura ostruire l’ingresso al canale cervicale. In questi casi, l’isteroscopia costituisce un’immediata soluzione al problema.

Canale Cervicale: è importante valutarne la forma, le dimensioni, la morfologia e il decorso, nonché la presenza di eventuali cisti di Naboth, lesioni adenomiosiche, sinechie, polipi e miomi.
Orifizio Uterino Interno (OUI): è possibile ritrovare le medesime lesioni presenti a livello dell’OUE. Ma in realtà questa fase rappresenta il momento più delicato dell’intero esame. Difatti, l’orifizio uterino interno e il canale cervicale non hanno una forma “rotonda”, ma ovalare. Di qui l’importanza di uno strumento con profilo “ovalare”, che ben si adatti all’anatomia del canale cervicale, riducendo al minimo il discomfort della paziente e rendendo l’esame isteroscopico semplice ed indolore, se eseguito in mani esperte!

Cavità Uterina: l’utero è un organo virtuale, ovvero le sue pareti in condizioni fisiologiche risultano collabite. Di qui la necessità di dover distendere la cavità per osservarne l’interno. Quest’organo, infatti, è deputato ad accogliere il prodotto del concepimento ed anche una minima patologia (es: polipo, mioma, setto uterino, corpo estraneo, endometrite) può comportare un mancato attecchimento dell’embrione, nonché una sua successiva espulsione. È soprattutto per questa ragione che secondo la nostra filosofia è sempre necessario effettuare un esame isteroscopico prima di un ciclo di fecondazione. Infatti, solo un accurato esame isteroscopico, quando necessario, ne permette una perfetta valutazione; inoltre, in caso di sospetto di patologia maligna o di dubbio diagnostico è possibile eseguire una biopsia per l’esame istologico.

Osti Tubarici: è possibile valutarne la pervietà (segni indiretti), l’integrità della mucosa, la presenza di fenomeni infiammatori peritubarici, la presenza di piccoli polipi e/o di aderenze periostiali.

L’intero esame è eseguito senza l’uso di analgesia e/o anestesia ed anche nel caso in cui ci sia la necessità di eseguire una biopsia e/o l’asportazione di una lesione (polipectomia, miomectomia, adenomiomectomia, metroplastica, etc.), in mani esperte, non è necessario effettuare alcun tipo di farmaco-analgesia, in quanto tutte le lesioni endouterine o endocervicali ovvero l’endometrio sono prive di fibre nervose e, pertanto, non possono consentire la trasmissione del’impulso nervoso. L’unica raccomandazione consiste nel mettere a proprio agio la paziente, fornendole una dettagliata spiegazione della procedura, un monitor accessorio da cui osservare l’intero esame, nonché un adeguato supporto emotivo.

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Qui Bimbo - Numero 7 - Giugno 2011

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