E' dunque un progetto ben definito in armonia con tutte le altre dimensioni della femminilità. Gli enormi progressi in tema di assistenza alla gravidanza e al parto hanno permesso di vivere la maternità con maggior sicurezza per la donna e per il bambino e l’evento nascita costituisce, quasi sempre, il coronamento della gioia creativa del dare la vita.
E' vero, però, che dopo mesi di visite e controlli la MAMMA si ritrova a casa a recitare un ruolo nuovo di donna per il quale non è sempre così ben preparata e con un supporto minore rispetto a quello che ha ricevuto dal ginecologo e dall’ostetrica durante la gravidanza e il parto. Pensare insieme al nuovo IO MAMMA può aiutare tutte le donne a far sì che la maternità rappresenti davvero un momento di crescita nel percorso vitale femminile, con tante luci e poche ombre per la salute ed il benessere personale e di coppia.
Perchè parlare di una donna nuova dopo il parto?
La gravidanza, è caratterizzata da una serie di modificazioni biologiche che investono tutti gli organi ed apparati del corpo femminile per adattarlo ad una condizione molto speciale. In particolare, grazie all’azione degli ormoni della riproduzione prodotti dalle ovaie e soprattutto dalla placenta, la donna va incontro ad una serie di cambiamenti progressivi che non riguardano soltanto il metabolismo, il sistema endocrino, l’apparato cardiovascolare, osteo-articolare, ecc., ma anche il sistema nervoso centrale e periferico.
La modulazione ormonale dell’universo delle emozioni e dei sentimenti è fondamentale all’acquisizione del “talento” materno ed ha anche lo scopo di preparare la donna ad affrontare il momento del parto, potenziando le capacità femminili di controllo del dolore, dell’ansia e dello stress. Seppure oggi le donne sempre di più si preparano adeguatamente al parto e alla maternità, grazie ad una serie di fonti qualifi cate di informazione e all’ausilio di importanti figure di riferimento, quali il ginecologo e l’ostetrica, è importante sottolineare come lo spostamento in avanti dell’età della prima gravidanza e il ruolo attivo nel mondo del lavoro possano costituire dei fattori interferenti con il benessere psicofisico della gestante.
Soprattutto dopo il parto e nel primo periodo di riorganizzazione della vita personale, di coppia, familiare e lavorativa, la donna è davvero “nuova” nel corpo, nel cuore, nel cervello, e le cure del “piccolo” la assorbono talmente da non avere tempo ed energie per realizzare appieno questo cambiamento.
Il riassestamento ormonale dopo il parto gioca un ruolo fondamentale, in particolare durante l’allattamento e nel periodo immediatamente successivo, nella riconquista del proprio equilibrio, in un percorso talvolta non facile che coinvolge l’immagine corporea, lo stile di vita, il tono dell’umore, la sessualità e la scelta contraccettiva, oltre che l’ambito lavorativo e il ruolo sociale.
Consapevolezza dei propri mezzi, supporto del partner e aiuto da parte delle figure di riferimento costituiscono elementi importanti per l’IO MAMMA, per una donna, ancora più donna, davvero rinnovata nella femminilità.
Il bello di aver dato una nuova vita
L’immagine corporea è una dimensione fondamentale dell’IO femminile, che dalla pubertà in poi subisce cambiamenti fortemente intrecciati all’assetto ormonale ed alle tappe critiche della vita riproduttiva, di cui la gravidanza è certamente la più importante.
Durante la gestazione la donna sviluppa un’attenzione al corpo ancora più marcata, non soltanto a causa delle modificazioni inevitabili del peso e della forma fisica, ma anche e soprattutto, perché il corpo è fonte di una nuova vita che bisogna salvaguardare e “cullare” dentro di sé.
Tutti i gesti di accudimento del corpo che la donna dedica a se stessa hanno certamente lo scopo di favorire l’elasticità cutanea, proteggendola dall’insorgenza delle “famigerate” smagliature e del rilassamento dei tessuti, di prevenire “macchie solari”, ritenzione idrica e alterazioni della circolazione periferica, ma sono anche un vero e proprio “rito quotidiano” che favorisce il contatto con il proprio bambino, che diventa così parte integrante dell’immagine fisica materna.
In alcuni casi, il partner può essere coinvolto per avvicinarlo al futuro legame “a tre”, in un abbraccio che lo prepari a relazionarsi al nuovo IO MAMMA. Non tutte le donne riescono a vivere con serenità il cambiamento del corpo, soprattutto sul versante del peso e della comparsa di possibili inestetismi.
Talvolta, un rapporto confl ittuale con il cibo vissuto in precedenza, soprattutto nella fase adolescenziale, può riemergere, rendendo diffi cile lo stile nutrizionale materno ed il giusto equilibrio nello svolgere attività fisica in gravidanza. In altri casi, il momento della gestazione rappresenta un’occasione per elaborare meglio la propria immagine corporea, imparando ad accettarsi e a far fronte a tutte quelle eventuali modifi cazioni che testimoniano il potere di aver dato la vita.
La possibilità o meno di allattare al seno può costituire una tappa critica in questo percorso, perché il nutrire il proprio bambino con una parte reale del sé fi sico, fortemente simbolica dell’IO femminile, tende a favorire l’elaborazione dell’immagine corporea. Questo può spiegare perché, per alcune donne, l’impossibilità di allattare al seno viene vissuta come un fallimento della propria competenza femminile e sottolinea l’importanza di un supporto adeguato da parte delle fi gure di riferimento al fi ne di elaborare al meglio il signifi cato dell’allattamento artifi ciale per l’IO MAMMA.
Ecco allora che la donna nuova, dopo il parto, prende forma in un equilibrio diverso che favorirà la riconquista della propria immagine corporea ed “il piacere di piacersi” ancora dopo la separazione fi sica dal bambino. Non sarà dunque così diffi cile stare eventualmente un po’ a dieta, rientrare nei vestiti con “un punto vita” di qualche centimetro in più e far fronte allo “specchio” del partner, testimone di una “bellezza” rinnovata dalla maternità.
Volersi bene durante e dopo il parto
Durante l’arco della gravidanza, la donna è virtuosa per definizione, perché l’istinto di protezione della nuova vita che porta in grembo la spinge ad una serie di comportamenti volti a favorire lo stato di salute fisica ed il benessere mentale.
L’alimentazione è, generalmente, più curata, non soltanto per i rischi correlati alla contaminazione del cibo, ma per l’opportunità di tenere un regime dietetico bilanciato in termini di macro e micronutrienti, ricco di vitamine, sali minerali e fi bre, ma povero di sale, zuccheri semplici e grassi animali.
Una presa di peso eccessiva e i disordini alimentari possono, infatti, interferire signifi cativamente con la gravidanza e causare una serie di sintomi evitabili. Soprattutto le bevande alcooliche e quelle a base di caffeina vengono drasticamente ridotte, dal momento che possono avere risvolti assai negativi per il benessere del feto.
Le “cattive” abitudini vengono perse, prima fra tutte quella al fumo di sigaretta, e si prendono “buone” abitudini, come bere tanta acqua, fare più movimento e “ritagliare” un po’ di tempo per sé nel ritmo frenetico della vita quotidiana.
E' incredibile pensare come l’IO MAMMA continui nella maggior parte dei casi il percorso virtuoso intrapreso in gravidanza, perché la salvaguardia del proprio stato di salute è necessaria per garantire il benessere del proprio bambino, che non può essere lasciato solo e deve essere protetto ad ogni costo.
Questo si verifi ca non soltanto nelle donne che allattano al seno, ma anche in quelle che allattano artifi cialmente, cui occorre rivolgere ancora più appoggio per aiutarle a costruire al meglio quel naturale legame di cura, che per le più svariate ragioni non è stato possibile in modo spontaneo. Pur con poco tempo a disposizione, è allora importante che la DONNA NUOVA prosegua, tra mille equilibrismi, un cammino di benessere psicofi sico che deve coinvolgere anche il partner.
Talvolta, i ritmi sono così stressanti da esaurire tutte le energie e la donna ricade in comportamenti scorretti sul versante dello stile di vita, che riflettono il confl itto, spesso presente, tra maternità e lavoro. Soltanto l’acquisizione della piena consapevolezza del nuovo IO MAMMA può contribuire a ricomporre nel modo corretto “il puzzle” della vita della donna, stabilendo priorità differenti e identifi cando le responsabilità da condividere in coppia.
da pagine mediche






