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Infertilità di coppia: istruzioni per l’uso

Infertilità di coppia: istruzioni per l’uso - Qui Bimbo
Dr. Antonio Ranieri
Specialista in Ginecologia e Ostetricia - Specialista Ambulatoriale presso il Centro di Sterilità di Coppia dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II” - www.antonioranieri.it – antorani@hotmail.com
Negli ultimi decenni aumentano sempre di più i casi di coppie che incontrano difficoltà nel concepimento: da recenti statistiche risulta che su tutta la popolazione mondiale una coppia su sei non riesce a concepire nei primi dodici mesi di tentativi. Paradossalmente è effettivamente complicato riuscire ad ottenere le condizioni giuste per un concepimento: questo, infatti, è il frutto di un complesso processo coinvolgente una serie di fattori armonicamente concatenati; la disfunzione di uno qualsiasi di questi fattori può compromettere la regolare funzione dei meccanismi preposti al concepimento e quindi impedire  un’eventuale gravidanza.
Quando si incorre in potenziali impedimenti, è facile sentirsi angosciati ed arrendersi, ma è bene sapere che negli ultimi anni sono stati raggiunti importanti traguardi nel trattamento dell’infertilità. I problemi possono riguardare sia la donna che l’uomo; per questo motivo è importante che la coppia sia indirizzata dal primo momento verso medici specializzati nel trattamento dell’infertilità, dove potrà essere sottoposta a indagini e trattamenti più opportuni. L’iter diagnostico può essere stressante e comportare reazioni quali imbarazzo, senso di colpa e paura. In realtà si tratta di atteggiamenti normali riscontrabili nella maggior parte dei pazienti di fronte ad un’esperienza cosi astrusa ed interiore. È importante, dunque, che nella coppia ci sia complicità e dialogo ed è indispensabile il supporto vicendevole e la consapevolezza che questo percorso possa portare periodi di depressione e di ansia. Sarà quindi opportuno che la coppia provi a condividere il proprio stato d’animo con amici o altri membri della famiglia per ricevere un sostegno affettivo utile ad affrontare con maggiore serenità e armonia tali problematiche. In alcuni casi, inoltre, è auspicabile ricorrere ad un sostegno psicologico (il ginecologo è tenuto, secondo i dettami della legge 40, a proporre sempre alla coppia infertile l’assistenza psicologica).
Una volta individuato il problema, il ginecologo indicherà il giusto percorso terapeutico. Esistono diverse tecniche per il trattamento dell’infertilità; sarà cura del medico specializzato suggerire quelle più idonee ad ogni singolo caso. La scelta su quale adottare e se impiegarne una sola o in combinazione dipende dalle circostanze individuali e comporta decisioni personali. Spesso sono impiegate terapie ormonali associate a Tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) per facilitare o determinare il concepimento “in provetta” laddove spontaneamente sia ostacolato o impossibile. I farmaci utilizzati per indurre la superovulazione, cioè la produzione in entrambe le ovaie di numerosi follicoli e quindi di ovociti maturi, sono le gonadotropine (ormone follicolo-stimolante-FSH, ormone luteinizzante-LH e gonadotropina corionica-hCG). La somministrazione di tali farmaci richiede un monitoraggio della crescita follicolare sia ecografico che biochimico (attraverso il dosaggio dell’estradiolo prodotto dai follicoli stessi). L’ovulazione sarà poi indotta al momento più opportuno mediante la somministrazione di hCG.
Le tecniche di PMA più utilizzate sono la IUI (Inseminazione Intra Uterina), la FIVET (Fecondazione In Vitro ed Embryo Transfer) e la ICSI (Intra Citoplasmatic Sperm Injection).
La IUI consiste in un particolare trattamento del liquido seminale che nella fase ovulatoria viene iniettato in utero tramite un catetere allo scopo di facilitare l’incontro dei gameti nelle tube (pertanto viene definita come tecnica di “fecondazione intracorporea”). Per quanto riguarda FIVET ed ICSI, entrambe le tecniche prevedono delle fasi in comune quali l’induzione della superovulazione con gonadotropine; il prelievo ovocitario ecoguidato (pick up) eseguito di solito in anestesia generale; il trasferimento in utero degli embrioni ottenuti (solitamente dopo 48-72 ore) a mezzo di sottili cateteri; la somministrazione di progesterone per creare a livello uterino l’ambiente ottimale per l’annidamento degli embrioni; l’esecuzione del test di gravidanza a distanza di due settimane sperando nella tanto attesa gravidanza. La differenza sostanziale tra FIVET ed ICSI consiste nel tipo di fertilizzazione attuata in laboratorio (pertanto vengono definite di “fecondazione extracorporea”): nel primo caso gli ovociti della partner femminile vengono messi in contatto con gli spermatozoi del partner maschile al fine di ottenerne la fertilizzazione; nel secondo caso, invece, è l’embriologo che determina la fertilizzazione dell’ovocellula iniettando “con la forza” a mezzo di microscopici aghi singoli spermatozoi (tale tecnica trova, infatti, la sua principale indicazione nell’infertilità da fattore maschile).
Dopo questo rapido viaggio nel pianeta dell’infertilità di coppia possiamo concludere che è importante consultare sin dal primo momento medici esperti nella materia ed armarsi di una buona dose di ottimismo e di perseveranza per affrontare un percorso graduale, talora tortuoso, ma che molte volte porta al raggiungimento dell’obiettivo prefissato.

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Qui Bimbo - Numero 7 - Giugno 2011

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