All’insegna del motto “miglioriamo insieme il sorriso dei nostri bambini mediante la diagnosi precoce e la prevenzione delle malocclusioni” lo scorso novembre si è tenuto presso la sala dell’Ordine dei medici della Provincia di Napoli il corso teorico pratico per pediatri organizzato dalla SIDO (Società Italiana di Ortodonzia) in collaborazione con le società scientifiche pediatriche SIP e SIPPS e con La FIMP (Federazione Italiana Medici Pediatri). Il corso, giunto quest’anno alla sua quinta edizione ha voluto fare il punto della situazione sul bilancio di salute ortopedodontico, attraverso l’animatore del progetto, il professor Alberto Laino dell’ Università Federico II.
Molto è stato fatto, in questi anni, grazie all’instaurato proficuo rapporto di collaborazione tra ortodontisti e pediatri, in primis i pediatri di famiglia, prime sentinelle del benessere dei loro piccoli pazienti. Ma molto resta ancora da fare per recuperare in pieno il gap con i Paesi più avanzati che prima del nostro hanno iniziato a portare avanti programmi di prevenzione. Troppe abitudini alimentari sbagliate (una per tutte: quella della alimentazione notturna che prelude alle carie da biberon) molta educazione al corretto uso dello spazzolino ancora da diffondere. Ad essa è seguita l’esposizione di quanto il pediatra deve conoscere in tema di ortopedodonzia, da parte della Prof. Franca De Gregorio (SUN) responsabile regionale del progetto pediatri.Una malocclusione dentaria, lungi dall’essere solamente un fattore disturbante dal punto di vista estetico - visivo sottende, come è noto, a svariate patologie e si ripercuote negativamente sul vissuto quotidiano e sulla qualità della vita del bambino e della sua famiglia. È di fondamentale importanza, pertanto ,saper cogliere precocemente i segni ed affidare allo specialista il bambino per poter intervenire tempestivamente e migliorare non solo la prognosi ma anche il risultato finale.
È opportuno programmare delle visite ad
intervalli fissi: il primo “tagliando” andrebbe programmato all’età di 5-6 anni, per eliminare i vizi orali, risoluzione dei problemi delle vie aeree superiori e la valutazione dei disturbi del linguaggio, una seconda visita all’età di 8 anni ed ancora in seguito per verificare la stabilità delle funzioni orali.
Il corso, cui hanno partecipato numerosi pediatri e ortopedodontisti è stata un’importante occasione di scambio culturale tra due categorie professionali che hanno in comune l’interesse per il bambino ma altrimenti poche occasioni per scambiarsi esperienze.
Il vecchio assioma che il dente deciduo cariato è impossibile da curare è ormai da tempo sfatato: nella sua lunga relazione il prof. Ingenito ha fatto un excursus sulla terapia conservativa, sull’Endodonzia e le anomalie dentarie in età pediatrica.
A proposito dei traumi dentari il professor Riccitiello ha invece ribadito la possibilità di recuperare un dente anche dopo la sua avulsione traumatica purchè reimpiantato direttamente subito in alveolo in attesa dello specialista, oppure qualora venga conservato adeguatamente per qualche ora.
Dell’approccio complesso al bambino con palatoschisi e sulla multidisciplinarietà dell’intervento di recupero ha illustrato la prof.
Letizia Perillo.
Si è inoltre discusso delle abitudini viziate quali cause di anomalie dento-alveolari mascellari (dr.Pellegrino), della sindrome O.S.A.S. (dr. Carotenuto) della chirurgia minor (dr. Napolitano) e del trattamento ortopedico (d.ssa Esercizio).
Il Corso si è concluso con un’esercitazione pratica su tipologie di mal occlusioni ad alta priorità di trattamento, riprodotte su modelli di resina e su poster, effettuata a piccoli gruppi, con la consegna finale a tutti i partecipanti al corso del testo “Odontoiatria per il pediatra” con il relativo poster che illustra efficacemente tutte le varianti di occlusione riscontrabili nella pratica clinica.
Nei partecipanti ha lasciato la certezza di contribuire in tal modo a migliorare il sorriso dei nostri bimbi, perchè “…. Un giorno senza sorriso è un giorno perso!”






