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I disturbi del linguaggio nell’infanzia

I disturbi del  linguaggio nell’infanzia - Qui Bimbo
Alfonso D’Apuzzo
pediatra – neuropsichiatra infantile  Clinica S.Lucia S.Giuseppe Vesuviano, già Primario pediatra  ASL NA 5.
Lo sviluppo del linguaggio, come altre aree dello sviluppo, avviene in tappe ben definite. La maggior parte dei neonati vocalizza (cioè emette suoni musicali con vocali aperte) a 4-6 settimane di vita e a 2-3 mesi di età ascolta e osserva attentamente quando un adulto parla, e quando questo tace il bambino ne riproduce i suoni.  Dopodichè nei primissimi mesi di vita vengono pronunciati suoni bilabiali sotto forma di bolle o ‘pennacchiè.
Entro i 4 mesi il lattante normale girerà la testa per localizzare la provenienza di una voce e a 5 il suono del campanello e  compaiono il riso e monosillabi, come ‘bà o ‘gà.  Fra il 6° e l’8° mese si ha l’emissione di balbettamenti polisillabi ( lallazione) costituiti dalla stessa sillaba ripetuta in continuazione: “lalalalalà’, ‘mamamamà, ‘papapapà e così via ed osserva i giochi gestuali ( gioco del cucù).  Entro i 7-9 mesi di età  pratica tali giochi e presta attenzione quando sente il suo nome.  Entro i 9 mesi  fa “ciao-ciao” e  capisce la parola “no” e produce  espressioni tronche come ‘mammà o ‘papà, ma senza comprenderne il significato.  Entro il 10° mese di vita queste parole vengono emesse dal bambino spontaneamente per riferirsi all’uno o all’altro genitore.
Fra i 9- 12 mesi si allunga e urla per esprimere il desiderio per un oggetto.  Entro il 12° mese acquisisce una o due parole in più di mamma e papà o dei nomi di altri membri della famiglia e comincia a imitare le parole che l’adulto gli induce  di ripetere; così reggendo una palla, l’adulto potrebbe dire dì Palla! Oppure è una Palla!, ed esegue un comando composto da un’azione accompagnato da gesto come “dammelo” e indica con il dito indice gli oggetti che desidera.
Cresce poi il suo vocabolario  con una nuova parola la settimana al 12° mese, sino ad arrivare a una o più nuove parole al giorno entro il 24° mese di vita. A 17 mesi esegue un comando composto da un’azione non accompagnato da gesto. Entro i 18-20 mesi dovrebbe utilizzare almeno 20 parole. Il bambino di 24 mesi possiede un lessico di 50 parole e pronuncia  frasi di due parole formando combinazioni nuove e spontanee, come ‘voglio biscottò, ‘Io giù’ e così via ed esegue un comando composto da due azioni. I pronomi compaiono nel 2° anno di vita all’inizio aspecificamente poi in modo appropriato, esegue ordini complessi nuovi “metti a posto le scarpe, poi va a sederti”. Entro i due anni indicherà gli oggetti a comando”dammi la tazza” e sempre a comando, chiamerà gli oggetti semplici per nome. A 30 mesi indicherà gli oggetti descritti  dall’uso (“Dammi quella con cui beviamo” ed esegue ordini semplici contenenti una preposizione “metti il cubo sotto la tazza”.
L’acquisizione di nuove parole continua nel 3°anno di vita così come la lunghezza delle espressioni. Fra i 24 e i 30 mesi sviluppano frasi “telegrafiche”, cioè frasi di 3-5 parole in cui si distinguono un soggetto e un predicato, ma prive di congiunzioni, di articoli, del verbo essere e di altre piccole parole di collegamento, es. voglio biscotto! Entro i 36 mesi di età pronuncia frasi corrette grammaticalmente con il verbo al tempo presente, sa dire il proprio nome, età e sesso. Si sviluppa contemporaneamente una maggiore chiarezza  dell’espressione così che all’età di 2 anni una persona estranea che ascolta il bambino parlare capisce metà di quello che dice, tre quarti di ciò che dice all’età di 3 anni e tutto prima dei 4 anni. Il linguaggio nasce e si sviluppa all’interno della relazione madre-bambino e gli scambi interattivi sono importanti per la sua acquisizione e risente dell’ambiente in cui tale sviluppo avviene. La valutazione del linguaggio nei primi 36 mesi di vita dà indicazioni sulle capacità cognitive,concettuali ed espressivo-relazionali del bambino. I disturbi del linguaggio interessano sia le capacità ricettive (vale a dire la comprensione della parola parlata) che espressive (cioè la formulazione di frasi corrette), sia entrambe.
La comprensione verbale è un parametro di valutazione importante nelle fasi precoci dello sviluppo del linguaggio. Si ha evoluzione normale del disturbo del linguaggio nei bambini che presentano sin dall’inizio una comprensione normale (75%) dei casi, cioè se il bambino capisce quello che gli si dice, la prognosi del suo ritardo è buona.
La maggior parte dei bambini sperimenta una esplosione del linguaggio intorno ai 18 mesi  contrariamente ai bambini con ritardo di parola nei quali l’esplosione del linguaggio avviene fra i 24 e i 30 mesi. Se il bambino non ha avuto un’esplosione del vocabolario entro i 30 mesi  deve essere studiato.
Quando i genitori devono preoccuparsi? Si devono preoccupare nei seguenti casi: assenza di lallazione, additamento o gestualità prima dei 12 mesi, scarsa capacità di imitazione verbale e abilità di gioco immature, assenza di parole singole prima dei 16 mesi, assenza di frasi spontanee composte da due parole prima dei 24 mesi, regressione delle capacità di linguaggio o delle capacità sociali a qualsiasi età.
Ecco alcune raccomandazioni per promuovere lo sviluppo del linguaggio: Il momento del gioco non si deve limitare all’utilizzo di giocattoli, le opportunità di gioco si possono infatti moltiplicare per tutta la giornata: durante la spesa, il giardinaggio.
I genitori devono verbalizzare le attività ripetitive, ad esempio, quando la mamma prepara la tavola può dire “piatto, piatto, piatto, piatto; forchetta, forchetta, forchetta, forchetta e parlare tutto il giorno commentando con il bambino gli eventi della giornata.
Bisogna far imitare il suono ad esempio del campanello della porta, il trillo del telefono, imitare la voce di un personaggio dei cartoni animati come Paperino, e giocare agli animali  imitando i loro versi, leggere libri di filastrocche per aiutare i bambini a sviluppare l’orecchio per le rime.

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Qui Bimbo - Numero 7 - Giugno 2011

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