Così piccoli e così indifesi. È il pensiero ricorrente quando si tratta di feti. In realtà, a partire dal quinto mese di vita, i futuri neonati avrebbero già la facoltà di difendersi dalle infezioni grazie alle loro stesse cellule immunitarie.
La scoperta si deve a un gruppo di ricercatori dell'Istituto di Immunologia Medica di Bruxelles, in Belgio, che ha pubblicato i risultati della propria ricerca sulla rivista Journal of Experimental Medicine.
Fino ad oggi, il pensiero scientifico dominante – e anche il senso comune – si basava sull'idea che il feto fosse troppo debole e che fosse costretto a ricorrere all'aiuto degli anticorpi materni per proteggersi dalle infezioni. Al contrario, sembra che le cellule immunitarie dei feti siano già pronte a svolgere il proprio compito.
Per arrivare a tali conclusioni, i ricercatori hanno analizzato il sangue cordonale di un gruppo di bambini affetti da Citomegalovirus (Cmv), causa di danni cerebrali ai feti, e di un altro gruppo di neonati sani.
Dall'analisi è emerso che nei neonati infetti il numero di linfociti T gamma/delta era maggiore rispetto ai bambini sani, e gli stessi presentavano una percentuale più alta di attivazione delle stesse cellule immunitarie.
I ricercatori hanno poi comparato le cellule attivate nei feti con quelle materne, osservandone le differenze. Ciò li ha portati alla conclusione che i feti sono in grado di produrre una risposta immunitaria indipendente e autonoma.
La scoperta potrebbe condurre alla realizzazione di nuovi vaccini sia per i neonati che per i feti, durante la gravidanza.
fonte: italiasalute.leonardo.it






