I neonati non conoscono la differenza tra il giorno e la notte; il loro ritmo di vita è dettato per lo più dal bisogno di mangiare e dormire. Alcune ricerche scientifiche provano che per un sano sviluppo psicofisico del bambino il riposo e il dormire bene sono due elementi fondamentali. I neonati per i primi mesi di vita mangiano spesso (circa ogni 3-4 ore) e dormono circa 16-18 ore al giorno. Il sonno ha una durata ciclica inferiore a quello di un adulto: può durare al massimo alcune ore. A 6 mesi circa il sonno cambia. Il bambino riposa di meno di giorno e gli intervalli diventano sempre più lunghi: di notte non si sveglia per mangiare, riuscendo a dormire per 6-7 ore consecutive. Durante il sonno il bambino muove gli occhi, il viso, molto spesso sorride o esterna espressioni di paura, collera. Questo fenomeno si verifica perché l’attività celebrale è molto attiva anche durante il sonno e legata all’apprendimento di emozioni, sensazioni. A volte accade che il bambino vocalizzi, dando l’impressione di essere sveglio, anche se non lo è affatto. Ogni bambino, comunque, presenta uno sviluppo diverso e unico, pertanto vi sono neonati che dormono anche 18-20 ore e chi soltanto 12 ore.
Già dalla prima infanzia il sonno profondo produce i suoi effetti benefici: il bambino riposa e si rilassa, il cervello produce l’ormone della crescita dei muscoli, delle ossa, aumentano le cellule nervose, si sviluppano i processi mentali. Dopo il primo anno di vita il sonno si riduce ancora. Il bambino dorme durante la notte, mentre durante il giorno fa due pisolini, uno al mattino e uno al pomeriggio.
Per indurre il bambino al corretto riposo è bene seguire alcune regole: non stimolare continuamente il bambino, che distratto da suoni, voci, colori, potrebbe ritardare il riposo; far dormire il bambino nel suo ambiente, ossia nella sua stanza e nel suo letto già dalla nascita non coprire eccessivamente il bambino; favorire la posizione su un fianco; lasciare che il bambino si addormenti da solo senza l’aiuto dei genitori, che potranno stare con lui per raccontare una storia; anticipare l’orario del bagnetto nel caso in cui sul bambino abbia un effetto stimolante ed eccitante; anche se il bambino non è più un lattante, evitare nella sua dieta cibi e bevande con caffeina, teina, che possono ritardare il sonno.





