Una ricerca apparsa sulle pagine di PNAS spiega che il tipo di parto con il quale si viene al mondo influenza fortemente il tipo di comunità batterica che colonizzerà il corpo del neonato.
Secondo gli studiosi della Stanford University e dell'Università di Porto Rico, se il bambino viene alla luce con un parto vaginale sarà colonizzato da batteri simili a quelli presenti nell’ambiente vaginale materno, se viene alla luce con un taglio cesareo entra in contatto con batteri del tutto diversi, alcuni anche potenzialmente pericolosi, come gli Stafilococco.
Elizabeth Costello e Maria Dominguez-Bello, che hanno condotto lo studio, hanno spiegato che precedenti ricerche avevano osservato che ogni bambino viene colonizzato da una flora batterica quasi personale che dipende dal modo in cui è venuto alla luce, ma anche da ciò con cui è entrato in contatto nei primi momenti dopo la nascita.
Le due studiose hanno comparato la flora batterica di pelle, bocca, gola e tratto digerente di 10 neonati e hanno scoperto che quelli nati con parto vaginale presentavano batteri innocui, provenienti per lo più dal tratto vaginale materno, mentre quelli nati con taglio cesareo entravano in contatto con batteri di altra natura.
La teoria che i nati con cesareo siano più esposti al rischio di un parto cesareo è stata confermata anche da un recente studio dell’Università Cattolica di Piacenza, che ha confrontato la microflora intestinale di 23 bambini nati con cesareo con quella di altrettanti nati con parto vaginale.
Il risultato, pubblicato sul Journal of Nutrition, ha confermato che i bambini nati con un parto cesareo ''presentano una microflora intestinale che rimane instabile più a lungo, profondamente alterata, per parecchie settimane, rispetto ai nati per via naturale”.
Una circostanza che li predispone a un maggiore rischio di patologie immuno-allergiche.
Fonte: paginemediche.it





