Finalmente per le neo mamme c’è una novità interessante. Un semplice prelievo di sangue sostituirà l’amniocentesi. Le alterazioni cromosomiche che possono rivelare malformazioni del feto, potranno essere individuate attraverso un semplice prelievo del sangue, da fare durante il periodo della gestazione. Fino ad oggi, infatti, l’amniocentesi ha avuto lo scopo principale di rilevare anomalie genetiche del feto, tra le quali la trisomia del cromosoma 21, causa della sindrome di down.
Una buona notizia se si considerano i rischi che, seppur in minima percentuale, comporta l’amniocentesi.
Le complicanze riscontrate risultano essere la rottura del sacco amniotico o l’aborto. Contribuiscono i fattori emozionali come l’aumento di ansia d’aspettativa, tensione ma anche da componenti neurovegetative.
La nuova tecnica diagnostica è stata presentata dai ricercatori italiani in occasione del Congresso Mondiale di Medicina Perinatale.
Al momento, la nuova tecnica di diagnosi perinatale è disponibile in Umbria, dove è stata effettuata una sperimentazione controllata su 700 donne, finanziata dalla Regione. La nuova tecnica permette di rintracciare tutte le anomalie cromosomiche finora evidenziate dall’amniocentesi: quelle relative ai cromosomi sessuali X e Y e ai cromosomi 13, 18 e 21 quest’ultimo causa della sindrome di Down.
La ricerca si basa sui risultati di un precedente studio americano, secondo il quale le cellule del feto migrano dell’organismo della madre. Pertanto, possono essere individuate analizzando il corredo cromosomico.
La diagnosi è disponibile in poco meno di due settimane dal prelievo.
Le complicanze riscontrate risultano essere la rottura del sacco amniotico o l’aborto. Contribuiscono i fattori emozionali come l’aumento di ansia d’aspettativa, tensione ma anche da componenti neurovegetative.
La nuova tecnica diagnostica è stata presentata dai ricercatori italiani in occasione del Congresso Mondiale di Medicina Perinatale.
Al momento, la nuova tecnica di diagnosi perinatale è disponibile in Umbria, dove è stata effettuata una sperimentazione controllata su 700 donne, finanziata dalla Regione. La nuova tecnica permette di rintracciare tutte le anomalie cromosomiche finora evidenziate dall’amniocentesi: quelle relative ai cromosomi sessuali X e Y e ai cromosomi 13, 18 e 21 quest’ultimo causa della sindrome di Down.
La ricerca si basa sui risultati di un precedente studio americano, secondo il quale le cellule del feto migrano dell’organismo della madre. Pertanto, possono essere individuate analizzando il corredo cromosomico.
La diagnosi è disponibile in poco meno di due settimane dal prelievo.





