Per trovare una risposta all'allergia al latte dei bambini, esperti di tutto il mondo hanno confrontato le proprie conoscenze e, riuniti a Milano per il “V Meeting sull'Allergologia Pediatrica”, hanno presentato un documento ufficiale che potrebbe diventare il punto di riferimento internazionale per la cura dell'allergia in età pediatrica alle proteine del latte.
Le nuove linee guida prendono il nome di Dracma (Diagnosis and Rationale for Action Against Cow’s Milk Allergy) e sono il risultato di un lavoro di squadra a cui hanno partecipato molti esperti internazionali su invito della WAO, l'Organizzazione mondiale sulle allergie. Il presidente della commissione speciale sulle allergie alimentari della WAO nonché primario del Reparto di pediatria dell'ospedale Macedonio Melloni di Milano, il prof. Alessandro Fiocchi, ha coordinato il lavoro di circa 800 pediatri di 34 paesi diversi.
Il tema delle allergie in età pediatrica è sempre più attuale, dal momento che i bambini con allergie respiratorie raggiungono il 25-30 per cento nei paesi sviluppati. L'allergia alle proteine del latte, invece, colpisce più o meno il 2 per cento della popolazione al di sotto dei tre anni, anche se spesso l'allergia viene confusa con una semplice intolleranza.
Per evitare questo tipo di errore, l'unico strumento efficace a disposizione è il “test da carico”, ovvero l'assunzione di latte con conseguente osservazione e verifica delle reazioni del bambino.
Quando si ottiene con certezza una diagnosi di allergia alle proteine del latte vaccino, si può procedere con una terapia basata sulla dieta di eliminazione, un regime alimentare privo di ogni forma anche derivata di proteina del latte. Dopo due o tre anni si comincia a reinserire il latte nella dieta in maniera graduale, fino a rendere l'organismo tollerante alla sostanza.
Il latte può essere sostituito da altre sostanze, come le miscele di aminoacidi e gli idrolisati di riso. E’ invece sconsigliato l'uso del latte di soia, che potrebbe dar vita ad allergie secondarie.
Questo il commento del coordinatore: “l'allergia alle proteine del latte colpisce circa il 2% dei bambini ed è una reazione dovuta a meccanismi immunologici che danneggia l'organismo del bambino manifestandosi con eczema o orticaria, disturbi intestinali e asma e, nei casi più gravi, provocando anafilassi, un'esplosione di allergia che può portare anche alla morte. Da questa intolleranza però si guarisce se la diagnosi è fatta in modo attendibile, per tempo.
Se poi il bambino allergico è sottoposto a dieta di eliminazione – continua il professor Fiocchi – si ristabilisce dopo 2-3 anni, tanto che quasi tutti, già in adolescenza, diventano tolleranti. Ma senza queste linee guida il bimbo con sospetta allergia al latte corre il rischio di vedersi porre una diagnosi senza alcun esame o di vedersi levare il latte come unico tentativo. E qualora venga diagnosticata l'allergia, corre il rischio di vedersi proporre sostitutivi inadeguati e di essere sottoposto definitivamente a una dieta priva di latte per paura di reazioni”.
fonte: italiasalute.it





