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A proposito di…. vaccini

A proposito di…. vaccini - Qui Bimbo
Raffaele di Lorenzo
Pediatra di famiglia - Segretario Provinciale FIMP Napoli
L’argomento vaccinazioni per quanto dibattuto resta sempre attuale per i bambini e le loro famiglie per tutta una serie di implicazioni e per le leggende fiorite intorno ai rischi veri o presunti connessi alle pratiche vaccinali. Una cosa certa e vera è che le vaccinazioni sono un cardine della pediatria moderna, intesa essenzialmente come disciplina medica  che si rivolge all’età evolutiva ed il cui scopo deve essere teso soprattutto alla prevenzione delle malattie, più che alla loro cura.
È utile perciò fare il punto della situazione. Anzitutto persiste ancora una differenza geografica  tra l’offerta  dei vaccini stante la riforma dell’art. 5 della Costituzione che permette calendari autonomi per cui capita che due bambini nati a pochi chilometri di distanza non ricevano gratuitamente gli stessi vaccini (es. il vaccino antipneumococcico)per cui un punto critico è di sicuro la DISOMOGENEA OFFERTA VACCINALE.
Talora accade che il genitore sia disorientato dalla richiesta di adesione al vaccino. Sarà mica pericoloso, perchè mai devo firmare per vaccinare mio figlio? Come pediatra, talora mi capita di dover rispondere a dei genitori preoccupati. È giusto perciò fare un pò di chiarezza. Sono obbligatori (istituiti nel corso degli anni  con legge dello Stato) SOLO 4 VACCINI (polio,difto,tetano, epatite b) ma non lo sono altri 9 (pertosse, antiemofilo, morbillo, parotite, rosolia, pneumococco, meningococco, varicella, epatite A) e neppure l’anti papilloma virus recentemente dichiarato come obiettivo nazionale e rivolto alla popolazione delle femmine prepuberi. Pertanto per gli operatori è necessario ricevere un consenso prima di praticare tali vaccini. Va aggiunto che il Veneto, (che ha le percentuali più alte di copertura) ha sperimentalmente SOSPESO L’OBBLIGATORIETÀ delle vaccinazioni pur con l’obiettivo di non abbassare le proporzioni di bambini raggiunti e vaccinati. Questo apparente controsenso va in linea con la tendenza su scala mondiale ad allentare la pressione legale su questo atto di prevenzione, dovuto all’aumento delle controversie legali non solo per i vaccini ma per le pratiche mediche in genere presenti negli Stati Uniti   ed ai movimenti di dissenso contro i vaccini presenti anche da noi in Italia. La presenza dell’obbligatorietà a vaccinare mentre ha favorito il conseguimento di alte proporzioni di bambini protetti, non ha, di converso favorito la crescita di una consapevolezza circa l’effettiva utilità di tali pratiche nè tra le famiglie e neppure tra gli stessi operatori sanitari.
Siamo abituati a vivere in una realtà inimmaginabile fino a soli 50 anni orsono, liberi da quelle malattie infettive che falcidiavano intere generazioni eppure lo diamo per scontato e non viene sufficientemente spiegato all’opinione pubblica l’utilità del mantenimento di specifiche vaccinazioni.
Basterebbe pensare alla grave epidemia  di poliomielite che si verificò nel 1996 in Albania, che non portò ad alcun caso di malattia in Italia nonostante la vicinanza e l’elevato numero di albanesi in entrata ed in uscita dall’Italia. Ciò, grazie al fatto che per anni molto più del 90% della popolazione è stata vaccinata e quindi si è creata una sorta di barriera di immunità all’importazione della malattia, proteggendo in tal modo, indirettamente anche i pochi non vaccinati (fenomeno ben conosciuto  dagli operatori  del settore  cd.herd immunity-immunità di gregge ndr.). Tale protezione indiretta  si realizza solo se nella popolazione si superà la soglia del 90% di soggetti immunizzati che di fatto protegge i più deboli , coloro che non si sono potuti vaccinare o che non hanno risposto bene alla vaccinazione. Quindi  VACCINARE IL PROPRIO FIGLIO NON SOLO LO PROTEGGE  MA CONTRIBUISCE A FORNIRE UNA PROTEZIONE  ALLA  COMUNITÀ .
Ancora oggi alcuni genitori sono preda di un amletico dubbio: è  meglio per i bambini immunizzarsi contraendo le malattie o prevenirle con le vaccinazioni? A questi genitori si può rispondere con i numeri: di morbillo si può morire, l’esperienza recente del 2002 ce lo insegna  (8 decessi  nell’ultima grande epidemia che abbiamo vissuto in prima persona e che ci fece balzare tristemente all’attenzione dell’opinione pubblica come realtà sottosviluppata specie nell’area metropolitana di Napoli e Caserta …) con oltre 3000 ricoveri 81 casi di encefalite,  vi sono 250 casi /anno di meningite pneumococcica con 15% di mortalità e 40% di sopravvissuti con gravi disabilità per deficit motori o sensoriali.
D’altra parte per fugare paure e dubbi  dei genitori occorre una corretta informazione: i vaccini di oggi sono molto più sicuri di quelli che venti e trenta anni fa hanno permesso di vincere le battaglie contro malattie temibili come la poliomielite o la difterite. Alle mamme riottose dico questo: se un vaccino comodo e sicuro (chi non ricorda  le “goccine” del vaccino anti polio sabin?) cui tutti noi siamo stati sottoposti negli anni 60 è stato eliminato perchè in un caso su 10 milioni di dosi causava paralisi da vaccino, poichè le gocce contenevano il virus attenuato, in favore del vaccino inattivato tipo Salk meno immunogeno ma più innocuo, ci si può rendere conto di quanto stia a cuore il primario interesse delle persone nell’allestimento delle schedule vaccinali.
Si può ragionevolmente concludere che le vaccinazioni sono un presidio di prevenzione irrinunciabile, il più efficace dopo la potabilizzazione dell’acqua e forse dell’igiene delle mani, di cui parleremo  prossimamente, ed è auspicabile che continuino ad essere offerte in maniera universale e gratuitamente senza distinzioni  di censo.

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Qui Bimbo - Numero 7 - Giugno 2011

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