Le connessioni nervose del cervello non sono sufficientemente formati in questa fase. È come se il feto continuasse a essere in uno stato d’incoscienza simile al sonno per 24 settimane. In questo periodo il bambino non sente il dolore. Questo fatto sarebbe dovuto alle connessioni nervose del cervello che non sono sufficientemente formate per consentire la percezione del dolore in questa fase.Ecco quanto suggerito da un nuovo studio condotto dal Royal College di Ostetricia e Ginecologia nel Regno Unito, per conto del Governo.
Gli scienziati ritengono che gli aborti tardivi che sono eseguiti in casi eccezionali come serie anormalità o rischi per la salute o vita della madre, non possono causare sofferenza al feto. Il motivo è che per percepire il dolore è necessario che sia sviluppata la corteccia cerebrale; cosa che non avverrebbe prima di sei mesi di gestazione.
Le «connessioni dalla periferia alla corteccia non sono intatte prima di 24 settimane di gestazione», dichiarano i ricercatori.Lo studio è stato voluto dal Governo del Regno Unito a seguito delle polemiche da parte dei gruppi antiaborto che chiedevano la modifica dei limiti di tempo per abortire. Poiché gli scienziati sostengono che il feto non prova dolore prima delle 24 settimane di gestazione, ritengono che non è il caso di apporre delle modifiche a questi limiti. «Non c'è nulla nel rapporto che suggerisce la necessità di rivedere il limite superiore.», avrebbe infatti dichiarato al Times il professor Allan Templeton, Presidente del Royal College.Tuttavia i gruppi antiaborto, hanno replicato che impugneranno altri argomenti per chiedere un limite di tempo inferiore. «Ci sono prove crescenti che il feto non è in un vero stato di veglia quando si trova nell’utero e viene mantenuto, con la presenza del suo ambiente chimico, in un continuo stato di incoscienza simile al sonno o sedato», hanno concluso i ricercatori.







