Uno studio boccia gli zainetti pesanti

Uno studio boccia gli zainetti pesanti - Qui Bimbo

Provocano mal di schiena e danni

Troppo peso sulle spalle dei bambini che vanno a scuola, che soffrono così precocemente di mal di schiena e sviluppano asimmetrie della colonna vertebrale. Colpa degli zainetti pesanti, di nuovo sotto la lente degli scienziati. Questa volta a bocciarli è uno studio americano pubblicato su 'Spine' dall'equipe di Timothy B Neuschwander del Dipartimento di ortopedia dell'University of California di San Diego, condotto con uno speciale apparecchio per effettuare la risonanza magnetica in piedi.

La ricerca ha analizzato la colonna vertebrale, con e senza zainetto, di 8 bambini, tre maschi e due femmine, di 11 anni. Gli esami, a tutti i piccoli, sono stati effettuati con tre pesi diversi, trasportati per circa 10 minuti e corrispondenti al 10%, al 20% e al 30% del peso corporeo. Lo zainetto, inoltre, veniva indossato in modo corretto con le due bretelle, in modo da distribuire il peso sulle spalle.

I risultati hanno dimostrato che gli zainetti provocano dolore alla schiena, compressione delle vertebre e asimmetrie della colonna vertebrale. E questo anche quando il peso non raggiunge il 10% del peso corporeo del bambino, limite generalmente considerato tollerabile. Lo studio, però, non ha rilevato un aggravamento di lordosi preesistenti. E questo perché i piccoli adattano la postura ad ogni 'carico'.

fonte: it.notizie.yahoo.com

Pericolo antimonio per i succhi di frutta

Non c'è da stare tranquilli neanche con i succhi di frutta, a quanto pare. Una ricerca danese dell'Università di Copenaghen ha infatti riscontrato in 42 succhi di frutta di 16 differenti marche una concentrazione di antimonio superiore ai limiti imposti dall'Unione Europea.
La norma europea in realtà si riferisce all'acqua, ma è ovvio che la presenza dell'antimonio – un elemento semi-metallico utilizzato soprattutto nella produzione di sensori ad infrarossi – rappresenta un pericolo anche in questo caso.
I dati sono stati pubblicati sulla rivista Journal of Environmental Monitoring e paiono preoccupanti dal momento che precedenti ricerche avevano stabilito che l'antimonio può costituire un fattore di rischio per tumori e problemi cardiovascolari.
L'ipotesi dei ricercatori è che l'antimonio sia collegato agli imballaggi, in particolare quelli in Pet, vale a dire polietilene tereftalato, la plastica utilizzata per le bottiglie d'acqua, e in Tetra pak.
Lo studio danese ha messo in rilievo un aspetto interessante: i livelli più alti della sostanza sono presenti nei succhi più ricchi di carboidrati, il che porta gli scienziati a supporre che questi ultimi potrebbero agevolare il passaggio dell'antimonio dagli imballaggi in cui si trova.
I ricercatori si dichiarano comunque cauti sulle evidenze dello studio, e su questo aspetto in particolare: “Abbiamo misurato antimonio nei succhi di frutta per dosi fino a 17 volte superiori al limite in bevande contenute in bottiglie Pet e Tetra Pak. Alcuni dati suggeriscono che l’antimonio abbia contaminato i liquidi per contatto con il materiale di imballaggio; tuttavia, non si può escludere che l’antimonio fosse presente già prima del confezionamento. Pertanto, sono necessari ulteriori studi”.
Lo studio danese, comunque, conferma la presenza di questo problema, ponendolo all'attenzione dell'opinione pubblica. Ora è necessario capire se la presenza inquinante dell'antimonio sia dovuta al materiale d'imballaggio come si sospetta o a una più generale contaminazione ambientale.
Sulle possibili contromosse per difendersi dai pericoli connessi con l'antimonio, l'esperta Catherine Leclerq, ricercatrice presso l'INRAN, l'Istituto Nazionale per la Ricerca sugli Alimenti, suggerisce: “indipendentemente dalla presenza di antimonio, un consiglio ottimo sia per la salute del singolo che per la salute dell’ambiente è quello di bere acqua del rubinetto e di consumare più frutta sotto forma di frutta piuttosto che sotto forma di succhi”. 
fonte: italiasalute.leonardo.it

Donne incinte, attente alle voglie: mangiare per due serve, anzi...

Donne incinte, attente alle voglie: mangiare per due serve, anzi... - Qui Bimbo


È una convinzione sbagliata quella secondo cui le donne incinte hanno bisogno di mangiare ‘per due'. A sfatare questo mito alimentare è stato un nuovo progetto di linee guida del National Institute for Health and Clinical Excellence (NICE) del Regno Unito.
A darne notizia è stato un articolo pubblicato sul quotidiano Daily Mail. Secondo queste linee guida, le donne incinte non dovrebbero neanche cambiare la loro dieta, come ad esempio iniziare a bere il latte intero per i primi sei mesi della gravidanza. Anche negli ultimi tre mesi le donne in gravidanza hanno bisogno anche solo di 200 calorie in più al giorno, l’equivalente di un sandwich piccolo. Queste nuove linee guida arrivano in seguito alla constatazione che il numero di madri obese è in crescita, con quasi una donna britannica su quattro obesa e un terzo in sovrappeso.
È un modo per aiutare le donne a gestire il loro peso in gravidanza. "Le donne molto spesso sono bombardate da pareri contrastanti su cosa costituisca una dieta sana e su quanta attività fisica si dovrebbe fare durante la gravidanza e dopo la nascita", ha detto Mike Kelly, del Centre for Public Health Excellence del NICE. "L’obiettivo di queste nuove linee guida - ha concluso - è di fornire agli operatori sanitari chiare raccomandazioni su come aiutare le donne prima e durante la gravidanza e dopo il parto". 
fonte: agisalute.it

Il futuro si chiama Bambino

Il futuro si chiama Bambino - Qui Bimbo



MARGHERITA DINI CIACCI GALLI

Presidente UNICEF Campania
 

Sono sotto gli occhi di tutti le cifre drammatiche delle povertà e dei nuovi bisogni della comunità nazionale e mondiale.

Forse occorre analizzare le cifre del malessere:

oggi SOLO 26mila bambini sotto i 5 anni muoiono ogni giorno nel Terzo Mondo per mancanza di cibo e nel mondo abbiamo SOLO 854 milioni di affamati (dati della Banca Mondiale) anche se in forte crescita.

Per gli assetati il dato è di un miliardo senza acqua potabile e servizi igienici. Per i BAMBINI la situazione si attesta su cifre vergognose (naturalmente per noi): 178 milioni di bambini malnutriti, 158 milioni di piccoli schiavi del lavoro, 125 milioni senza acqua potabile.

Il problema della fame nel Terzo Mondo potrebbe risolversi riducendo le spese che il mondo affronta per gli armamenti; nel nostro Paese, se le azioni di politici ed amministratori fossero improntate a giustizia sociale, riduzione degli alti stipendi e degli sprechi, che fanno i troppi rifiuti, equidistribuzione dei beni non secondo ceti professionali ma secondo esigenze delle famiglie e dei bambini.

Qualche esempio? L’alto consumo di carne nei ns. Paesi “del benessere” vuol dire, per gli allevamenti, alto consumo dei cereali.

Ridurre il consumo di carne vuol dire ridurre il consumo dei cereali e quindi dare cibo ai Paesi poveri e ridurre le malattie del “benessere”.

In Europa le “malattie da cibo” sono in pauroso aumento e più di un milione di bambini ha problemi di obesità. E la Campania registra il più alto numero di bambini obesi in Italia. E si vuole privatizzare l’acqua, un bene essenziale per tutti.

Seneca diceva che, per rendere felici gli uomini, occorreva, più che aumentarne le ricchezze, distribuirne i desideri.

Ma oggi sempre più ed in troppi aumenta il desiderio di possesso ( di Verghiana memoria), la fame sempre maggiore di beni da non condividere con chi non ha nulla.

Invertire la tendenza all’autodistruzione si può se le politiche saranno così intelligenti e lungimiranti da ripartire dai BAMBINI UNICO FUTURO DELL’UMANITA’.

Far parte di una comunità educante e solidale vuol dire condividerne diritti e doveri ponendosi al servizio dei bisognosi, dei deboli, dei piccoli essendo corresponsabili di quanto avviene nel nostro ambiente: la logica dell’uomo nemico dell’uomo, gli esasperati sterili localismi, le responsabilità proiettate e non condivise, alimentano solo la logica degli analfabeti storici, dei guerrafondai, dei razzisti nell’epoca del meticciato, dei bottegai della solidarietà. Vanno riscritte insieme le regole della convivenza civile ed umana testimoniando, con le buone pratiche, l’amore per la propria terra ed i propri simili.

Nuove città vanno fondate sui diritti delle bambine e dei bambini, diritti sanciti dalla Convenzione Internazionale del 1989, recepita dallo Stato Italiano con Legge 176 del 1991, ma ancora largamente disattesi. Purtroppo la nostra città, con le sue 10 Città, è ancora malata di egoismo ed il disinteresse segna il tempo degli uomini sì che, più temibile delle tragedie che minacciano il pianeta, è il deserto che rischia di invadere l’uomo, rendendolo nemico del fratello. Aggravante l’illegalità diffusa nelle periferie del malessere, con sacche di povertà e sottosviluppo, degrado morale ed ambientale, ignoranza, miseria individuale e comunitaria. In quest’ambiente i bambini, le vittime di oggi, si apprestano a diventare i carnefici di domani. Essi rappresentano i migliori indicatori di città vivibile e se oggi continuano ad esprimere le violenze che subiscono sono indicatori di una città malata. Se vogliamo un futuro migliore per Napoli, per l’Italia, per il mondo, dovremo prenderci cura dell’unico capitale vivo che abbiamo: i BAMBINI, TUTTI I BAMBINI: quelli dei Paesi della fame, della sete, delle malattie, delle guerre e quelli dei nostri “civili” Paesi del cemento, dello smog, della miseria, delle violenze,dell’indifferenza, figli per sangue, radici, umanità, amandoli per il colore dell’anima e non della pelle.

Perciò, in una Napoli ed una Campania ricca di intelligenze e potenzialità, ma anche di degrado e malessere, occorrerà superare l’ottuso criminale isolamento creando sinergie tra volontà politiche, istituzionali, del privato sociale, dei mass media e dei cittadini, perché tutti partecipino al cambiamento in una comunità al servizio del futuro. Occorrerà che gli interlocutori fisiologici del bambino si facciano carico della sua crescita tenendo presente che i problemi dell’evasione, del disadattamento, della microcriminalità, potranno trovare soluzione se, accanto ai mandanti esterni, scopriremo gli agenti scatenanti dell’atteggiamento deviante nella solitudine, nell’assenza di amore e di dialogo, nella carenza o assenza di spazi, strutture, servizi sì che, per molti bambini, nelle grandi città come nei paesi, nelle strade residenziali come nei vicoli, la casa è luogo di indifferenza, violenza, pericolosa promiscuità.

Il bambino, costruttore del futuro, va aiutato a crescere in un mondo, un Paese, una comunità, una famiglia attenti ai suoi bisogni vitali, alla sua fame d’amore, alla sua sete di giustizia, alla sua necessità di identificarsi con modelli di riferimento validi e di interagire armonicamente con l’ambiente fisico e sociale in cui vive. Occorre allearci tutti per una difesa attiva dei bambini: che vuol dire partecipazione di tutti al bene comune, il bambino, con famiglie attente, scuole a tempo prolungato, centri di ascolto, centri ricreativi, strutture e servizi territoriali per famiglie e bambini.

Occorre rompere i confini dell’indifferenza sostituendo il NOI all’IO.

Utopia ? Ma un’utopia vissuta insieme può diventare propellente per l’avvenire.

 

Sfoglia la rivista

<h4><span>Sfoglia la rivista</span></h4> - Qui Bimbo

La nostra società editrice, fondata nel 1960, pubblica la nuova rivista "Qui Bimbo" indirizzata a donne in gravidanza e famiglie con bambini fino a 8-9 anni.

Speciale Sposi

<h4><span>Speciale Sposi</span></h4> - Qui Bimbo

Consulta online la rivista Speciale Sposi con consigli e novita'

Chiedi all'esperto

<h4><span>Chiedi all'esperto</span></h4> - Qui Bimbo

Hai bisogno di un parere? Hai un problema e non trovi risposta? Scrivici, gireremo la domanda agli specialisti che collaborano con Qui Bimbo.

<h4><span>Chiedi all'esperto</span></h4> - Qui Bimbo

Farmacia Brancati

Farmacia Gava

<h4><span>Farmacia Gava</span></h4> - Qui Bimbo

Accademia Musicora

<h4><span>Accademia Musicora</span></h4> - Qui Bimbo

Corsi di propedeutica musicale per sviluppare il pensiero musicale. Così come prima di imparare a leggere e scerivere i bambini dai 3 anni in su cominciano ad esprimersi nella loro lingua madre, così l'approccio alla musica diviene immediato attraverso il gioco e la creatività innata dei bambini.

Iscriviti al nostro Gruppo

<h4><span>Iscriviti al nostro Gruppo</span></h4> - Qui Bimbo

Il Gruppo DONNE E MAMME DELLA CAMPANIA: QUESTO SPAZIO E' PER VOI