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Come gestire il caldo in gravidanza

Come gestire il caldo in gravidanza - Qui Bimbo
Sta iniziando l’estate, come sempre accompagnata da caldo afoso e, spesso, fastidioso. Ma i problemi sono ancora maggiori per le donne in gravidanza che trascorrono il periodo estivo con il pancione, alle quali la calura può provocare disidratazione, iperpigmentazione, stitichezza e problemi alla circolazione.
Cerchiamo di conoscere meglio ciascuna di queste problematiche e di capire quali possono essere i metodi preventivi e curativi per tenerle sotto controllo. Il primo fastidio da affrontare è la disidratazione, che ovviamente peggiora nel caso di forte sudorazione e che, se viene trascurata, può comportare crampi, stanchezza e anche svenimenti a causa dell’alterazione dell’equilibrio dei sali.
Come fare per ovviare a questo problema? La soluzione più semplice è bere tanta acqua, magari integrandola con sali minerali, tra cui potassio e magnesio, così da mantenere il bilancio elettrolitico e far funzionare correttamente il metabolismo.
Iperpigmentazione: nelle donne in stato interessante la melanina prodotta dall’esposizione al sole si concentra in alcuni punti, provocando antiestetiche macchie su viso e corpo, quelle che vengono chiamate cloasma. C’è da dire che quasi sempre queste macchie spariscono, dopo un certo periodo di tempo e lontano dai raggi del sole, ma perché rischiare? L’ideale sarebbe utilizzare sempre una protezione solare alta, con fattore intorno al 50, anche quando il sole sembra essere velato.
I problemi alla circolazione per le donne incinta sono molto noti, dal momento che il pancione comprime le vene e rallenta, di conseguenza, il normale flusso sanguigno. Le possibili soluzioni sono calze elastiche curative e un po’ di attività sportiva per quanto riguarda l’inverno, mentre in estate è bene ricorrere ai massaggi drenanti e anche a un po’ di sport. Quindi via libera a passeggiate o nuoto, mentre per i massaggi ci si può anche adattare a una versione casalinga chiedendo aiuto al proprio compagno.
La stitichezza può dipendere da due fattori distinti: la gravidanza e anche la mancanza di movimento che spesso caratterizza lo stile di vita delle donne incinta. Il trucco è optare per un’alimentazione ricca di fibre, aggiungendo alla dieta quotidiana anche il consumo di yogurt probiotico e di alimenti ricchi di Vitamina C. Fonte (www.diredonna.it)

La dieta post-allattamento

La dieta post-allattamento - Qui Bimbo
La dieta dopo l’allattamento va fatta con la testa, per perdere peso senza ricorrere a soluzioni estreme come la dieta del minestrone. Una volta terminato di allattare il proprio bambino, si inizia a pensare allo smaltimento dei chili di troppo, ma come sempre quando si tratta di diete, bisogna usare la testa per raggiungere davvero l’obiettivo di perdere peso, senza sottoporre il corpo ad inutili traumi.
Le donne che lavorano sono costrette spesso al cosiddetto ‘pranzo mordi e fuggi’, che si concretizza nel panino al bar o addirittura nella barretta sostitutiva del pasto. Per chi dispone di poco tempo, il pranzo di mezzogiorno deve garantire energia facilmente assimilabile, facilità di digestione, capacità saziante, equilibrio tra proteine, carboidrati e grassi. In linea teorica, le barrette dovrebbero garantire proprio tutto questo, ma in realtà gli ingredienti che contengono sono spesso molto lontani dal concetto di equilibrio e genuinità. Il panino è invece più sicuro, basta saperlo scegliere, il che significa: niente salse grasse, niente farciture troppe ricche. Il pane rappresenta infatti un’ottima fonte di amido e per renderlo un pasto unico completo bisogna unirlo ad un alimento proteico non troppo grasso, come il prosciutto, il tonno o la mozzarella, e possibilmente alla verdura. Il risultato sarà soddisfacente non solo sul piano nutritivo ma anche su quello del gusto. Le barrette, al contrario, devono rappresentare una soluzione di emergenza, non certo la norma.
La dieta si concretizza poi a volte in forma di minestrone, ma non può prevederlo in modo esclusivo. La dieta del minestrone viene riproposta di continuo sui giornali, ma non sempre viene sottolineato che può comportare delle carenze per l’organismo. Senza dubbio è vero che il minestrone contiene pochissime calorie, ma il problema è che in questo modo si brucia la massa magra, cioè quella dei muscoli, non quella grassa, e non si introducono fattori essenziali come gli acidi grassi Omega3, il ferro, le proteine nobili, le vitamine importanti come la B12. Il rischio di danneggiare il corpo è quindi elevato e anche la possibilità di riprendere subito tutti i chili persi, non appena smessa la dieta.

Gioco bambini autistici, ora c’è FaceSay

Gioco bambini autistici, ora c’è FaceSay - Qui Bimbo
C’è un nuovo gioco per bambini autistici. Si chiama “FaceSay” e migliora la capacità di apprendimento, soprattutto quelle dei piccoli affetti da disturbi dello spettro autistico (Asd). Finalmente un videogame studiato non solo per intrattenere ma per migliorare la memoria e l’interazione con gli altri. Purtroppo l’Asd racchiude molti disturbi dello sviluppo e i bimbi con questa patologia evitano il contatto con le altre persone. Tendono a isolarsi. Uno dei motivi è il fatto che fanno fatica a riconoscere il volto e capire l’emozioni dell’altro. Il nuovo videogame dovrebbe aiutare a superare, almeno in parte, questo handicap. Gli psicologi dell’Università dell’Alabama a Birmingham hanno studiato le funzionalità del gioco e i comportamenti dei piccoli. Il software dispone di molti giochi in cui è richiesto il riconoscimento facciale (per esempio di un avatar), i giocatori sono costretti a concentrarsi in maniera attiva sul volto di una persona. Questa è una cosa positiva, perché i bambini sono obbligati a focalizzare su alcune immagini e a stimolare la memoria. I partecipanti ai test sono stati 25 bambini affetti da autismo e 24 dalla sindrome di Asperger, con un’età compresa fra i 6 e i 15 anni. Hanno giocato per circa un mese con sessioni di 20 minuti con tre giochi diversi di FaceSay. I piccoli con la sindrome di Asperger hanno ottenuto i miglioramenti più significativi, soprattutto nel riconoscere i volti, mentre per le emozioni hanno migliorato anche gli autistici. In più, la capacità d’interazione è diventata decisamente più facile. (Fonte: http://mamma.pourfemme.it )

In gravidanza il canto aiuta mamma e bebè

In gravidanza il canto aiuta mamma e bebè - Qui Bimbo
La durata della nanna influenza la crescita dei neonati: i colpi di sonno improvvisi, infatti, spesso corrispondono a un loro sviluppo in altezza. È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Sleep dai ricercatori della Emory University di Atlanta (Usa), secondo cui un aumento inatteso - almeno per i genitori - dei “riposini” quotidiani spesso corrisponde all’accrescimento del bambino entro le 48 ore successive.
Lo studio è stato condotto su 23 neonati - che all’inizio dell’esperimento avevano, in media, 12 giorni -, i cui genitori hanno preso nota, quotidianamente, della durata e della frequenza del loro sonno per un periodo che andava dai 4 ai 17 mesi. Al termine dell’esperimento è emerso che gli espisodi di sonno definiti “irregolari” - che hanno dato vita a un incremento medio di 4,5 ore di riposo al giorno - hanno determinato una crescita dei piccoli pari al 20% in più rispetto al normale sviluppo per ogni ora di sonno ‘extra’ e a circa il 43% per ogni nuovo “pisolino”.
"I risultati dimostrano che la crescita improvvisa non solo si verifica durante il sonno, ma ne è significativamente influenzata - spiega Michele Lampl, che ha guidato lo studio -. Dormire di più corrisponde, nei neonati, a un maggiore sviluppo in altezza". (ASCA) (Fonte: http://salute.asca.it)

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Qui Bimbo - Numero 7 - Giugno 2011

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